“Walimai, il vento” – Enzo D’Aniello Nessun Voto

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"Walimai, il vento" - Enzo D'Aniello

Trama:

Walimai è un racconto quanto mai attuale, che invita alla riflessione su un tema che ancora oggi suscita interrogativi e timori.
Un viaggio introspettivo che porterà il lettore a chiedersi: “Cosa farei se scoprissi che mia figlia ha una relazione con un malato di HIV?”.
A raccontare la vicenda è Luciano Iannulli, il quale, in veste di narratore onnisciente, ricostruisce le tappe di una storia di amore e odio, coraggio e paura, realtà e sogno, spingendo il lettore verso un finale drammatico, ma dai contorni chiaroscurali, il cui messaggio viene lasciato alla libera interpretazione di chi legge.
L’intrecciarsi delle sotto-trame crea diversi nuclei narrativi, che confluiscono intorno al tema della solitudine umana: quella di un giovane che, coraggiosamente, rifiuta l’aiuto degli altri e quella di 13 un uomo che da troppo tempo, forse per paura di reagire, ha smesso di guardarsi dentro.
Solo nel finale, quando seguirà con lo sguardo il volo dei gabbiani nel vento, Luciano si renderà conto che chiudere gli occhi davanti alla realtà è lo sbaglio più grande che un uomo possa commettere per se stesso e per gli altri.

Recensioni:

Questo libro è stata una meravigliosa scoperta. Ho iniziato col dargli “solo un’occhiata alle prime pagine” e mi sono ritrovata in poco tempo, a leggerne l’ultima col fiato sospeso.
Avvincente, emozionante, riflessivo con una componente realistica molto forte.
 
Uno dei temi più difficili e spaventosi che attanaglia la nostra società: il virus dell’HIV.
Un giovane infermiere sieropositivo si innamora della figlia del primario, dando il via per il lettore, a una serie di domande riflessive leggendo la storia anche dal punto di vista di un malato di AIDS. Non si tralascia però la parte spaventata da questa malattia. Le paure, i dubbi, di chi circonda Philippe.
 
Lo scrittore dimostra la forza dell’amore in una situazione così delicata in due direzioni: Philippe ama così tanto Tania da volerla allontanare, per non ferirla. Tania invece, è disposta a tutto, pur di vivere il suo grande amore.
Resti col fiato sospeso fino all’ultima riga.
 
L’autore riesce subito a far sentire il lettore a proprio agio, come se vivesse davvero il tutto insieme a Luciano, padre di Tania, che racconta in prima persona tutta la storia.
Si crea un legame tra il lettore e i protagonisti del racconto, che vengono messi a nudo nella loro sfera più intima, emotiva; al punto da “sentirne la mancanza” alla fine del libro.
 
Enzo D’Aniello offre un importante spunto di riflessione per il lettore, ad avere si paura, ma con intelligenza e soprattutto a comprendere, il punto di vista di chi ha questa malattia.
Riesce a dare voce alla paura, alla solitudine, all’incertezza del “non futuro” di chi, ha ancora voglia di vivere e di amare. Lo fa con forza, delicatezza, emotività e informazioni necessarie per riflettere con il cuore e con la mente.
[©Anna Ciccone]


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