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"Diario dell'umanità" - Mario Ferraro

Trama:

Diego è un reietto della società. La sua vita è stata travagliata da rapinose vicissitudini che gli hanno portato via moglie e figlia, lasciandolo nei panni di un uomo negletto e burbero. Un giorno, tuttavia, incrocia sulla strada della redenzione un angelo, Teodoro, in cerca di uno scrivano che possa aiutarlo ad assolvere uno dei compiti più eminenti affidati da Dio alle gerarchie angeliche: la stesura del Diario dell'Umanità, nel quale vizi e virtù della specie più evoluta della Terra dovranno essere riportati. Di qui comincia un lungo viaggio verso i luoghi inesplorati della cultura, della società e infine della mente di matrice umana. Nondimeno il percorso è irto di ostacoli, e, Teodoro, affascinato dalla nuova realtà che si accinge a studiare e nel contempo dimentico dei suoi doveri di messo celeste, tralascia il diario per perseguire il suo velleitario sogno, quello di umanizzarsi. Sicché il Sommo fattore, adirato per il suo comportamento, contempla l'idea di pigiare il tasto Canc sulla tastiera della distruzione cosmica.


Recensioni:

La lettura di questo libro si pone l'obiettivo di sollevare importanti quesiti sulla complessità umana intrecciando abilmente argomentazioni di natura filosofica, religiosa e sociologica. Si presenta come un testo abbastanza impegnato, soprattutto per scelte lessicali che fanno largo uso di termini ricercati che potrebbero influire sulla scorrevolezza e sulla comprensione del testo stesso, in special modo verso un target di lettori poco abituato a vocaboli che non siano di utilizzo comune. È un genere letterario abbastanza surreale, in quanto basato su disquisizioni esistenziali tra un angelo e un comune essere umano, designato da questa presunta entità come scrivano dei pensieri scaturiti dalla conversazione tra i due, una sorta di segretario che ponga a verbale i dialoghi. Come accennato si tratta di un romanzo variegato e complesso, la cui vastità dei temi trattati si pone l'obiettivo di aprire la mente del lettore fornendo possibili risposte sulla natura umana, sollevando domande che invitano alla riflessione, più che risposte certe. Ritengo che l'autore si perda in eccessivi formalismi e in un utilizzo troppo frequente di termini arcaici e ricercati che potrebbero rallentare la fruizione ritmica del testo, ma penso anche che sia un libro particolarmente adatto a tutte quelle persone che non si accontentano di scalfire la superficie delle cose, ma ne vogliano indagare la profondità. Un romanzo filosofico che definirei di grande stimolo intellettuale, e che di conseguenza, merita di essere considerato.
[©Alessandro Testa]

 
 

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