“Tre destini” – Andrea Righi Nessun Voto

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"Tre destini" - Andrea Righi

Trama:

Cisco, Roberto, Anna. Modena, Bologna, Sicilia. Tre persone diverse, tre luoghi diversi e tre vite diverse. Delle presenze oscure girano in città impossessandosi di corpi umani causando confusione e vittime. La scomparsa del professor Federici darà il via ai loro destini riunendoli. Cisco, poliziotto anticonformista, intelligente e tosto indagherà sul caso assieme ai suoi collaboratori. Roberto, scrittore famoso, con un vuoto dentro di sé, si interesserà al caso per scrivere il suo nuovo romanzo e Anna, un ex poliziotta ancora presa per la fine della storia d’amore con Roberto, conoscerà Adam, fotografo da cui sarà attratta che le farà scoprire un nuovo mondo, dove forse riuscirà a sentirsi sé stessa.


 Recensione:

Lettura travolgente e misteriosa. L’autore con la sua scrittura elegante ha la capacità di alternare momenti chiari su quello che accade nella vicenda e momenti di confusione che faranno stare il lettore col fiato sospeso. L’ambientazione reale della trama permette di entrare in pieno nella vicenda accompagnata da una forte sensazione di ansia, inquietudine e smarrimento. In particolare la vera tensione l’ho percepita nella seconda parte del romanzo, dove si inizia a scoprire il motivo della presenza di queste ombre oscure e presenze demoniache, con cenni a culture celtiche e a sette sataniche. Argomenti non indifferenti. Nella seconda parte si scopre l’intreccio tra i tre personaggi, entrambi coinvolti in queste presenze oscure, ma in particolare il legame tra Anna e Roberto, una storia d’amore devastata da questa oscurità, ma che ha dato quel tocco in più di profondità a entrambi i personaggi come il loro legame ha dato quel tocco di profondità e fantasy al romanzo . La bravura dell’autore si evidenzia anche nella caratterizzazione dei personaggi. Racconta in modo chiaro senza cadere in una descrizione eccessiva e noiosa, la storia di qualsiasi personaggio ,primario o secondario, coinvolto nella vicenda e le sue azioni. Il finale imprevedibile è giusto per la trama raccontata. Durante la lettura si può notare che persone potenti, come un sindaco o un professore importante siano stati la causa dell’apparizione di queste presenze oscure, ma non so dire se è stata una scelta mirata per descrivere che il potere porta danni se mal gestito oppure è stata una scelta casuale legata solo alla trama. Il romanzo è ricco di metafore, a fine trama l’autore nelle sue note parla dell’importanza di sognare e dei sogni e credo che il legame tra sogno e realtà sia presente nelle gran parte delle metafore. Complessivamente ,per me, è stata una bella lettura, in particolare per il bellissimo tipo di scrittura dell’autore, mi ha molto colpito e mi complimento; dal punto di vista di emozioni mi ha trasmesso poco, solo tanta tensione, motivo per il quale non amo questo genere, quindi è un parere strettamente soggettivo, e questa lettura non mi ha fatto cambiare idea anche se questo tipo di lettura caratterizzata da tensioni e smarrimento tende a rimanere impressa nel lettore e non si dimentica facilmente. [©Francesca Gianfreda]

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