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"La menzogna" - Cecelia Ahern

AUTORE: Cecelia Ahern

TITOLO: La menzogna

GENERE: Narrativa contemporanea

EDITORE: Rizzoli

TRADUZIONE: Elena Paganelli

 
 

Forse è vero che non conosci davvero te stesso finché qualcun altro non ti conosce come le sue tasche.
[Cecelia Ahern - La menzogna]
 

Ci sono tre categorie di ricordi nella mia memoria : le cose che voglio dimenticare, le cose che non riesco a dimenticare e le cose che avevo dimenticato di aver dimenticato finché non mi sono tornate in mente.
[Cecelia Ahern - La menzogna]

 

Le persone non si rendono conto di far soffrire gli altri quando fanno cose che non devono. Le cose che fanno soffrire sono radici, si diffondono, crescono, si insinuano sotto la superficie toccando altri aspetti delle vite di coloro a cui procurano del male. Non è mai solo un errore, solo un momento, diventa sempre una serie di momenti, che mettono radici e schizzano in direzioni diverse. E nel corso del tempo si attorcigliano come un vecchio albero intricato, che si strangola e si annoda da solo.
[Cecelia Ahern - La menzogna]

 

Quando un membro della famiglia se ne va o muore , le dinamiche si trasformano. Le persone si muovono, cambiano posto, assumono ruoli che desideravano, oppure sono obbligati a ricoprirli altri che non hanno mai voluto. Succede senza che nessuno se ne renda conto, ma si cambia sempre.
[Cecelia Ahern - La menzogna]

 

Mi rendo conto del motivo preciso per cui sono così legato alla foto di mamma. È perché, proprio come accade per la moonie, si vede il fuoco che le brucia dentro. È un fuoco che c'è in ogni cosa e in ogni persona, qualcosa da ammirare, conservare e proteggere, per tirarlo fuori e osservarlo nei momenti in cui hai bisogno di risollevarti, o di essere confortato, magari quando la luce dentro di te si è affievolita e ciò che è rimasto è più simile alla brace.
[Cecelia Ahern - La menzogna]

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