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"Dillo con parole tue" - Maria Luisa Grande

AUTORE: Maria Luisa Grande

TITOLO: "Dillo con parole tue"

 

Descrizione:

Lucia, una diciassettenne con un'infanzia difficile alle spalle, prova per la prima volta un sentimento d'amore talmente forte da diventare l'unico antidoto alla sofferenza, al dolore e all'autodistruzione. Insieme a lei scopriamo i dubbi e le incertezze che animano un gruppo di adolescenti in procinto di diventare adulti, nell'apparente immobilità di un paese irpino che rappresenta lo scenario antico e fiabesco di uno struggente sentimento individuale e di una collettiva crescita interiore.


Recensione:

Questo libro ha vinto un premio letterario, perciò vi invito a dare più ascolto all’opinione dei giudici, che alla mia.
Il romanzo si inserisce interamente nel genere che ora viene definito “young adult”. Protagonista è Lucia, che altro non è se non l’incarnazione letteraria del senso di smarrimento che si prova durante l’adolescenza.
La narrazione in prima persona permette di esprimere tutte le incertezze, passioni e incongruenze di quell’età, le lotte interiori e quelle con la società, con i coetanei, con gli adulti, e Lucia, in perfetto accordo col focus interno, non sempre è un narratore attendibile: lei conosce, e trasmette, solo il suo punto di vista. Degli altri personaggi scopriamo ben poco, solo quello che Lucia ci dice di loro.
I pensieri e i sentimenti di questa età critica sono ben rappresentati: l’amore rasenta l’ossessione, la sofferenza sfocia nell’autolesionismo, il malessere si risolve nella fuga. Lucia, come i suoi coetanei, non sa chi è, non sa chi diventerà, non sa dove si ritroverà: al momento cerca solo un sistema per evadere, qualunque sistema. L’autrice è stata davvero capace di rendere la frenesia di quegli anni di cambiamento, la loro incostanza e il senso di inadeguatezza (“mi sento come una mela nascosta dietro un chicco di melograno”).
Ho particolarmente apprezzato quello che io ho visto come un lieve fil Rouge in sottofondo, che emerge discretamente lungo l’intera narrazione, ossia la riflessione sul linguaggio: linguaggio non solo verbale o non, ma anche emozionale. Ognuno di noi ha il suo sistema di espressione e ricezione di parole e sentimenti, ed è da questo che è necessario partire per giungere a una vera comunicazione tra persone. Non basta condividere la lingua madre.
Lo stile, purtroppo, non ha incontrato il mio gusto: descrizioni un po’ troppo retoriche, certi passaggi non abbastanza fluidi, un paio di dialoghi forse da rivedere. Invece, ho trovato molto bella l’idea di far precedere ogni capitolo da una poesia (in particolare quella del capitolo XX).
Nel complesso una prima opera abbastanza gradevole, adatta a chi si sta affacciando a quel periodo di vita. [©Camilla Pulzato]

 

 

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