“Lettere a Theo” – Vincent Van Gogh 5/5 (1)

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"Lettere a Theo" - Vincent Van Gogh

AUTORE: Vincent Van Gogh

CURATORE: M. Cescon

TRADUTTORE: M. Donvito, B. Casavecchia

TITOLO: "Lettere a Theo"

GENERE: Arte

EDITORE: Guanda

 

FRASI:

Dobbiamo gettarci nel profondo se vogliamo pescare qualcosa, e anche se a volte dobbiamo lavorare per l'intera notte senza prendere nulla, è bene non arrenderci, ma gettare di nuovo le reti al mattino.
[Vincent Van Gogh, Lettere a Theo]

 

Per un uomo che lavora, l'età di trent'anni è l'inizio di un periodo di maggior stabilità e, in quanto tali, ci si sente giovani e pieni di energia.
Ma al tempo stesso un capitolo della propria vita è chiuso; rende tristi il pensiero che alcune cose non torneranno più. E non è sciocco sentimentalismo il sentirne un certo rimpianto. Beh, molte cose iniziano in realtà a trent'anni e indubbiamente non è tutto finito allora. Ma non ci si può aspettare dalla vita quanto già si è imparato che la vita non può dare; piuttosto si inizia a vedere con sempre maggiore chiarezza che la vita non è che una specie di tempo di seminagione e che non è in essa la messe.
E' forse questo il motivo per cui a volte non ci si cura dell'opinione del mondo e che se l'opinione ci deprime troppo, si può benissimo scrollarsela di dosso.
[Vincent Van Gogh, Lettere a Theo]

 

Se fosse sola, forse soccomberebbe; una donna non deve essere sola in una società e in un'epoca come quella in cui viviamo, in cui non si osa risparmiare i deboli ma li si calpesta, e una debole donna che sia caduta viene spinta sotto le ruote,
Quindi, dato che vedo tanti deboli calpestati, dubito molto della sincerità di quel che viene chiamato progresso e civiltà. Io ritengo davvero che la civiltà, anche nella nostra epoca, sia solo del genere che è basato sulla umanità vera.
[Vincent Van Gogh, Lettere a Theo]

 

In breve, sii certo che io ritengo di "avere il diritto" di fare qualunque cosa che non faccia del male ad alcun altro e che sia mio dovere vivere conformemente a quella libertà cui non solo io ma anche ogni altro essere umano ha diritto illimitato e naturale - questa libertà, dico, essendo la sola "posizione nella vita" cui uno debba adeguarsi nell'esistenza. Prima di agire con decisione devo chiedermi:"Farò del male a qualcuno facendo questo o quell'altro?". Ma a meno che non mi si dimostri irrefutabilmente che farò del male a qualcuno agendo in un determinato modo, non mi tratterrò dal farlo.
[Vincent Van Gogh, Lettere a Theo]

 

Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita.
[Vincent Van Gogh - Lettere a Theo - Casa editrice Guanda - Traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia]

 

Sento che il mio lavoro sta nel cuore del popolo, così devo tenermi vicino alla terra, per poter afferrare la vita nella sua profondità e progredire attraverso molte avversità e molti guai.
[Vincent Van Gogh - Lettere a Theo - Casa editrice Guanda - Traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia]

 

Visto che io non costringo nessuno, così non voglio essere costretto io stesso; io che rispetto la libertà altrui insisto sulla mia libertà
[Vincent Van Gogh - Lettere a Theo - Casa editrice Guanda - Traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia]

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