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"Anna Karerina" - Lev Tolstoj

AUTORE: Lev Tolstoj

TITOLO: "Anna Karerina"

GENERE: Classici

 

FRASI:

Le famiglie felici si somigliano sempre l'una con l'altra: ogni famiglia infelice lo è in un modo particolare.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Non c'era nessuna risposta, altro che quella che la vita dà a tutte le questioni più complicate e insolubili. E la risposta è questa: bisogna vivere secondo le necessità della giornata, cioè, dimenticare.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Capì che era lei, dalla gioia e dalla paura che gli fecero balzare il cuore.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Pareva che non ci fosse nulla di particolare nel suo vestito e nel suo atteggiamento, ma per Levin era facile riconoscerla in quella folla, come si riconosce un rosaio fra l'ortica. Lei illuminava tutto intorno. Era un sorriso che si spandeva dappertutto.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Scese, evitando di guardarla come si evita di guardare il sole, ma la vedeva come si vede il sole anche senza guardarlo.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

"Tutto prendeva luce da lei: era lei il sorriso che illuminava tutto, d’ogni intorno. (…) Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare."
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Ma quello che in lei lo colpiva sempre in modo inaspettato era lo sguardo dolce, tranquillo, sincero e specialmente poi il suo sorriso che lo trasportava sempre in un mondo incantato, dove si sentiva intenerito, raddolcito, come si sentiva nei giorni della sua prima infanzia.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Capisci che questo non è un amore come gli altri. Sono stato innamorato, ma non in questo modo. Non è un sentimento mio, è una forza esterna che mi ha soggiogato. Io ero partito perchè m'ero persuaso che la cosa era impossibile, capisci? Era una felicità che non si può dare su questa terra: ma ho combattuto con me stesso e ho visto che non posso vivere senza di lei.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Tutta la varietà, tutta la gioia, tutta la bellezza della vita sono formate di ombra e luce.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Quel che c'è di delizioso è che non ci siamo detto nulla, eppure ci capiamo talmente attraverso gli sguardi, le intonazioni della voce, che io ho avuto stasera la certezza del suo amore. E questa certezza mi rende migliore, più puro, mi fa sentire di avere un cuore e che in me c'è qualcosa di buono. Quei cari occhi innamorati!... E dunque?... Dunque nulla. Io sono contento e lei pure.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Era come una pienezza di vita che le traboccava negli occhi e nel sorriso, malgrado che ella tentasse di spegnere nei suoi occhi quella luce che involontariamente veniva a illuminare invece il suo impercettibile sorriso.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Si sentiva che essa era assolutamente semplice e schietta ma che in lei c'era tutto un mondo d'idee e di sentimenti complessi e pieni di poesia.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Molte volte Anna si era detta che Vronskij era per lei soltanto uno dei tanti giovani che s'incontrano in società, uno simile all'altro, ma in quel momento provò un senso di piacevole orgoglio e non ebbe bisogno di chiedere perchè egli fosse lì. Lo sapeva così bene come se egli stesso le avesse detto di esser là per esser dove lei era.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Vronskij aveva detto proprio quello che l'anima sua desiderava e che la sua ragione temeva. Non rispondeva nulla ma egli le leggeva in viso la lotta che stava sostenendo.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Non si ricordava le parole che aveva udite né quelle che aveva dette, ma sentiva che quel che era accaduto in quei pochi momenti li aveva avvicinati l'uno all'altro, e ne era spaventata e felice.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Sentiva che al vederlo la gioia le scintillava negli occhi e le piegava le labbra a un sorriso, e non poteva dissimulare.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Allora si dovrebbe inoculare l'amore come il vaiolo.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina

 

Credo che per conoscere davvero l'amore , bisogna sbagliare e poi correggersi.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Non posso pensare a voi come a un essere estraneo a me. Voi ed io per me siamo una cosa sola. Vedo in voi la possibilità di rendermi infelice , disperato...e la possibilità di rendermi felice...
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Non saremo mai amici, lo sapete voi stessa. Ma saremo i più felici o più infelici esseri umani: questo è in vostro potere.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Aveva il capo basso, ma il viso raggiante di una luce che non era di gioia ma somigliava al cupo rosseggiare di un incendio in una notte tenebrosa.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Loro non hanno idea della nostra felicità, non sanno che senza quest'amore per noi non ci può essere né gioia né dolore, non ci può essere vita.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

In qualunque momento l'avessero interrogata su quel che pensava, avrebbe potuto rispondere: “penso sempre alla stessa cosa: alla mia felicità e alla mia infelicità.”
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Sono come un affamato a cui si dà da mangiare. Forse avrà freddo, sarà lacero, avrà vergogna, ma non potrà essere infelice. La mia felicità sei tu...
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Chi le dà questa forza di essere indifferente a tutti e rimanere così serena?
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Capì che oltre alla vita materiale, di cui s'era contentata fino allora, c'era una vita spirituale. In questa vita spirituale si penetrava per mezzo della religione, ma non quella che fino dall'infanzia avevano insegnato a Kitty e che consisteva nell'andare alla messa e ai vespri, alla Casa delle Vedove, dove si incontravano persone di conoscenza, e nell'imparare a mente testi slavi col pope: una religione superiore, piena di mistero, che si collegava a idee alte, a sentimenti puri, ad una fede che non era un dovere ma uno slancio d'amore.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Ma intanto Varen'ka, sola, senza parenti, senza amici, che portava in cuore una triste delusione, che non desiderava nulla, non si lamentava di nulla, era tale una perfezione che Kitty appena avrebbe potuto sognare l'eguale. Attraverso Varen'ka capiva che bisognava dimenticare se stessi e amare soltanto gli altri e così si poteva essere tranquilli, felici e buoni.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Non solo sentiva tutto il peso opprimente della sua posizione, ma cominciava a provare un nuovo senso di terrore, cioè quasi uno sdoppiamento di sé, come si sdoppiano gli oggetti davanti agli occhi stanchi. A volte non sapeva se una cosa la temeva o la desiderava.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Lo sguardo stanco e nello stesso tempo appassionato di quegli occhi, circondati da un cerchio nero, colpiva per la sua assoluta schiettezza. Guardandola negli occhi pareva di leggere nella sua anima, e conoscerla significava amarla.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Non c'era nulla di straordinario in quello che diceva, ma egli trovava un significato che non si poteva esprimere a parole in ogni sillaba, in ogni movimento delle labbra, negli occhi, nelle mani di lei, vi trovava una fiducia, una carezza che implorava il perdono, una promessa, una speranza, e l'amore del quale oramai non poteva più dubitare.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Levin gli confidò la sua opinione che, cioè, nel matrimonio la cosa principale è l'amore e che con l'amore si è sempre felici perchè la felicità l'abbiamo in noi.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Adesso invece so il senso della mia vita: vivere secondo la volontà di Dio e per l'anima. E questo senso della vita è pieno di meraviglia e di mistero. Sì, è la superbia che ci impedisce di capirlo. È una frode che ci tesse il nostro intelletto superbo.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Scavando nella nostra anima, spesso ne dissotterriamo cose che lì sotto sarebbero rimaste inosservate.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

«Io non ho altro all'infuori di te. Ricordalo.»
«Non posso non ricordare ciò che è la mia vita...»
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

... ma ora, nel primo istante dell'incontro, la prese un sentimento di gioioso orgoglio. Non aveva bisogno di domandare perché egli fosse lì. Lo sapeva con la stessa sicurezza che se egli le avesse detto che era lì per essere dov'era lei.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Che cosa sarebbe venuto fuori da tutto questo non lo sapeva e nemmeno ci pensava. Sentiva che tutte le sue energie, sinora rilassate e disperse, si erano fuse in una cosa sola e con una forza terribile erano dirette verso un unico e beato fine. Sapeva soltanto che le aveva detto la verità, che andava dov'era lei, che tutta la felicità della vita, l'unico senso della vita adesso li trovava nel vedere lei e nell'ascoltare lei.
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

"Tutto prendeva luce da lei: era lei il sorriso che illuminava tutto, d’ogni intorno. (…) Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare."
[Lev Tolstoj - Anna Karenina]

 

Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d'ombra e di luce.
[Lev Tolstoj, Anna Karenina]

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