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"Che tu sia per me il coltello" - David Grossman

AUTORE: David Grossman

TITOLO: "Che tu sia per me il coltello"

TRADUTTORE: Alessandra Shomroni

EDITORE: Mondadori

GENERE: Narrativa

 

FRASI:

Sei al centro del negozio, non vedi gli altri clienti, non senti gli autobus che passano in strada, sbuffando fumo nero. Sei sola completamente immersa in te stessa. Cos’hai la dentro?? Portami con te per favore, nascondi anche me laggiù.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

Se deciderai di venire da me, sarà alla luce del sole, senza bugie, perché io non so vivere negli anfratti.
[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

 

Ma se per qualche motivo deciderai di tornare da me, devi sapere che in questa fase della mia vita ho bisogno della tua disponibilità più completa e della tua capacità di comprensione più profonda. Ho bisogno che tu fluisca liberamente verso di me, senza alcuno ostacolo esterno. Ne ho bisogno come dell’aria che respiro.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

Non volevo litigare con te, non volevo discutere. Fa così male. Speravo di essere più equilibrata nei tuoi confronti ma quando mi rivolgo a te, e tu non ci sei, risuona ancora in me quella voce, il senso di offesa, la nostalgia di un’occasione perduta.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

E con quello sguardo mi chiedi ancora: chi sei?
Non so, vorrei essere chiunque il tuo sguardo vede in me. Sì, se solo non avrai paura di vedere – forse sarò.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

Credi che sia facile creare qualcosa da “due”?

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]


 

Mi stringerai ancora più forte e mi bacerai con tutta l’anima; come se, così facendo, riversassi in me tutto quello che è racchiuso e celato in te, che si aprirà e si svelerà nel mio corpo, piano piano, finché tutto si scioglierà.

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]


 

Se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno.
[
David Grossman – Che tu sia per me il coltello]



 

Cosa augurarti? A dire il vero, dovrei augurarti te stessa, perché tu sei il regalo più prezioso, più raro a cui possa pensare.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]


 

Non ti telefonerò… perché anche la voce potrebbe essere troppo reale per l’illusione che voglio creare fra noi, fatta solo di parole scritte.
 La voce potrebbe trafiggere quest’illusione e a quel punto vi fluirebbe dentro la realtà con i suoi dettagli, i numeri, le sue molecole piccole e sudate. 
La realtà ci incatenerebbe.
[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]


 

Ed ecco un brivido di freddo. Proprio ora. Proprio in questo momento. Perché?
 Perché sto bene? Un’ondata di freddo che sale dalle viscere, come un pugno gelido che mi stringe il cuore. È per te.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

Ma tu lo sai che la somiglianza tra noi è anche ciò che definisci “torbidi meandri dell’anima”. E lì, con un’intensità che ancora non conoscevo, potrai forse capire perché voglio avvicinarmi a chi rimanda l’eco delle cose che meno amo di me stessa.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]


 

Ma io sento, lo sento nel mio corpo, che abbiamo bisogno di tantissima acqua, solo per cominciare ad essere.
[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]


 

…Poi ho pensato alla tua lettera nella mia tasca, con quella frase che a una prima lettura mi era sembrata un po’ ermetica e astratta, quella a proposito del dolore che è impossibile dividere con qualcuno, che è sufficiente per una sola persona.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

Un’antemide bianca e gialla ti si è impigliata fra i capelli e per un momento ho provato una fitta di infelicità perché non potevo togliertela e nemmeno farti da “scaletta” con le mani perché potessi arrampicarti sulle terrazze. E i graffi che non mi sono fatto, le punture che non mi sono preso, il tuo sudore che non ho leccato. 
Ti scrivo soltanto e già ne ho nostalgia.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

A volte è difficile aspettare due o tre giorni per la risposta. Perché ora fa male.

[David Grossman – Che tu sia per me il coltello]

 

Mi ha fatto molto piacere e mi ha fatto anche molto male. Non avevo mai conosciuto in vita mia un piacere e un dolore simili, così fusi insieme. Prometto che non ti scriverò e che non cercherò di mettermi in contatto con te. Non ti importunerò mai più. A malincuore chiuderò la porta che ti ho aperto con tanta gioia. Ma se per qualche motivo deciderai di tornare da me, devi sapere che in questa fase della mia vita ho bisogno della tua disponibilità più completa e della tua capacità di comprensione più profonda. Ho bisogno che tu fluisca liberamente verso di me, senza alcun ostacolo esterno. Ne ho bisogno come dell'aria che respiro. Se non puoi donarmi tutto questo, non venire. Davvero: non venire. Perché probabilmente mi sono sbagliata sul tuo conto...
[David Grossman - "Che tu sia per me il coltello"]

 

Non credo che tu sia la persona in grado di guarirmi dalle ferite interiori; ma forse, in questa fase della mia vita, non ho tanto bisogno di un medico quanto di una persona che ha una ferita simile alla mia. 

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

 

Secondo me...svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa...é un grande dono d'amore. Il più grande.
[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

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