“Destino” – Raffaella Romagnolo 5/5 (1)

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“Destino” – Raffaella Romagnolo

AUTORE: Raffaella Romagnolo

TITOLO: “Destino”

EDITORE : Rizzoli

GENERE : Narrativa

 

Trama:

Marzo 1946. Su una lussuosa Aprilia con autista, Mrs. Giulia Masca fa ritorno a Borgo di Dentro: quarantasei anni prima, sola, incinta e senza soldi, aveva detto addio alle campagne piemontesi imbarcandosi su un piroscafo alla volta di New York. Nella filanda che l’ha vista operaia bambina il tempo dei geloni alle mani e delle guerre con i padroni si era compiuto e in mezzo alla folla di Manhattan, tra i grattacieli e il profumo di hot dog, per Giulia era iniziata una nuova vita: un marito titolare di un alimentari nel cuore di Little Italy, un figlio, un piccolo impero commerciale. L’America le aveva regalato il riscatto che aveva sempre sognato. Ma il passato la tormenta. Che ne è stato di sua madre Assunta? Dell’amica Anita Leone e della sua vivace famiglia di mezzadri? Che fine ha fatto Pietro Ferro, il fidanzato che Giulia ha abbandonato senza una parola di spiegazione quasi mezzo secolo prima? Mentre lei era lontana, le colline intorno al Borgo di Dentro e i suoi abitanti sono stati protagonisti di due guerre mondiali, dell’avvento del fascismo e della lotta per la liberazione. Di battaglie, di amori e di speranze. Quando Giulia torna in Italia, non può che guardare quei luoghi e quei volti con altri occhi se vuole chiudere i conti con il passato.


Recensioni:

 

Ci sono romanzi, rari e preziosi, in cui la parola “fine” si sposa in un cerchio perfetto con la parola “inizio”, rivelando al lettore come l’intera storia fosse in realtà da sempre compiuta in se stessa, custodita come un tesoro nello scrigno conciso del suo stesso titolo.
Di certo, è questo il caso di “Destino”. Un titolo pregnante, evocativo, gravido di scelte, promesse ed incertezze. Tre sole sillabe, capaci di racchiudere nella loro immediatezza, quell’infinito universo di coincidenze fortuite, possibilità inattese ed occasioni mancate che é la vita. Una singola, semplice, parola così duttile da pervadere l’intero romanzo come un mantra.

Ed infatti sono molti i destini incrociati che animano queste pagine. Quello di Giulia Masca, innanzitutto. La sua storia ha inizio nel secondo dopoguerra, quando ormai sessantenne fa ritorno al suo paese natio, una piccola realtà rurale del Basso Piemonte alle spalle di Genova. E’ qui, tra i luoghi dalle suggestioni quasi fiabesche del Borgo di Dentro, di fronte al portone bugnato del palazzo reale che l’ha vista nascere, che accetta di scendere a patti con se stessa e con il proprio passato. Da questo momento, come in un raffinato gioco di prestigio, non appena si abbandona alla malinconia dei ricordi, l’impeccabile, pragmatica, Mrs Giulia Masca torna a tratti ad essere semplicemente Giulia. Filatrice bambina prima, giovane operaia sindacalista poi, al suo fianco, sempre, l’inseparabile, riflessiva, amica-sorella Anita Leone: due capi di uno stesso filo, intrecciati indissolubilmente in una trama di fatica e povertà apparentemente già scritta. Ma all’alba del nuovo secolo la vita, implacabile, mischia le carte e Anita infrange il loro patto d’amicizia. Giulia, appena ventenne, spinta dalla delusione, da un giorno all’altro si lascia alle spalle tutto e senza voltarsi indietro si imbarca su un piroscafo. Destino: New York.

Con un oceano tra loro, Giulia e Anita vanno così ciascuna incontro alla propria sorte. Mentre Giulia si affranca dalla miseria conquistando gli agi di una rassicurante vita borghese all’ombra di Miss Liberty, Anita si piega sotto il peso della doppia tormenta bellica che travolge l’esistenza della sua intera famiglia così come l’Italia tutta.

Due strade apparentemente destinate a non ricongiungersi: almeno sino a quando l’americana non troverà il coraggio di tirare le somme e fare i conti con i propri fantasmi.

Ed è proprio attraverso le vicende di queste figure femminili, interpreti straordinariamente moderne del proprio tempo, coniugando la maestria del narratore con il rigore dello storico, che il romanzo incede, pagina dopo pagina, con il passo inesorabile della Storia: quella grande, fatta dall’umana quotidianità dei singoli.
Ciò che ne deriva è uno scrupoloso ed accorato affresco dell’Italia del Novecento e dei venti alterni che all’epoca sferzano sull’una e l’altra sponda dell’Atlantico. Da un lato, gli stenti della prima immigrazione ma anche il fervore di Manhattan e Litlle Italy, ammantate dalla nuova dottrina del Pursuit of Happiness; dall’altro, la Grande Guerra, l’avvento del Fascismo, l’impeto della Resistenza, la devastazione di un secondo conflitto mondiale e l’incommensurabile sciagura di generazioni di giovani andate perdute.
Il tutto, tratteggiato attraverso i sentimenti che muovono i protagonisti: Rancore, Riscatto, Rimpianto, Rimorso, Disperazione,Vendetta, Perdono, Coraggio, Dignità, Speranza.

Un romanzo che insegna quanto sia importante trovare sempre la forza di affidarsi al disegno che il Destino ha in serbo per ciascuno di noi.

Perchè in fondo, “la vita non è andare, la vita è resistere“. [©Cristina Ferrari]

 

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