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"Le assaggiatrici" - Rosella Postorino

AUTORE: Rosella Postorino

TITOLO: "Le assaggiatrici"

EDITORE: Feltrinelli

GENERE: Narrativa

 

FRASI:

Eravamo amanti. È ingenuo cercare un motivo per cui due individui diventano amanti. Mi aveva guardata, anzi mi aveva vista. In quel luogo, in quel momento, era stato sufficiente.
[Rosella Postorino, Le Assaggiatrici - Ed. Feltrinelli]

 

"Lo specchio mi restituì un volto esausto nella luce del mattino. Non era a causa delle poche ore di sonno, i miei occhi cerchiati prima del tempo erano stati il preludio di quell'angoscia nuova, sommessa, comparsa al risveglio come una profezia finalmente avverata."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Aprivo la vecchia porta e l'odore secco del fieno mi pizzicava le narici. Nessuna traccia di noi due; gli attrezzi, i mobili dismessi, niente era stato spostato. Tutto persisteva identico, i nostri incontri non producevano nel mondo alcuno scarto. Accadevano in un tempo sospeso, una scandalosa benedizione."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Per anni ho creduto fossero stati i suoi segreti - i segreti che non poteva confessare, che non volevo ascoltare - a impedirmi di amarlo davvero. Era una stupidaggine. [...] Del resto, l'amore accade proprio fra sconosciuti, fra estranei impazienti di forzare il confine. Accade fra persone che si fanno paura. Non è ai segreti ma alla caduta del terzo Reich, che l'amore non è sopravvissuto."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"In quell'istante pensai che il nostro amore fosse degno, che non valesse meno degli altri, di qualunque altro sentimento avesse asilo sulla Terra, che non ci fosse nulla di sbagliato, di riprovevole, se abbracciandolo ricominciavo a respirare."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

" Nella caserma di Krausendorf rischiavamo di morire ogni giorno ma non più di chiunque sia vivo."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Tutte avevamo bisogno di essere desiderate, perché il desiderio degli uomini ti fa esistere di più. Ogni donna lo impara da giovane, a tredici, quattordici anni. Ti accorgi di quel potere quando è troppo presto per maneggiarlo. Non l'hai conquistato, perciò può diventare una trappola. Scaturisce dal tuo corpo ancora sconosciuto a te stessa: non ti sei mai guardata nuda allo specchio, eppure è come se gli altri ti avessero già vista. Il potere devi esercitarlo, altrimenti ti fagocita; se poi ha a che fare con la tua intimità, può rovesciarsi in debolezza. Sottomettersi è più facile che soggiogare. Non è la massa a essere come le donne, ma il contrario."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"C'era, in quel gesto di uscire che chiunque ignorava, una ribellione. Nella solitudine del mio segreto sentivo una libertà integrale: sottratta a ogni controllo sulla mia stessa vita, mi abbandonavo all'arbitrarietà degli eventi."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Guardavo lei, la sua postura da assi cartesiani, la sua indifferenza. Intuivo la bellezza di Elfriede, ma non la vedevo ancora - un teorema matematico in procinto di essere dimostrato."
[Rosella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Il secondo giorno da assaggiatrice mi alzai all'alba. [...] Nel riflesso della finestra vidi i cerchi intorno agli occhi, e mi riconobbi. Non era colpa del sonno, o della guerra, quei solchi scuri c'erano sempre stati, sul mio viso. [...] Nel riflesso della finestra vidi gli stessi occhi cerchiati di quando ero bambina e seppi che erano stati un presagio."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Spesso condividere un segreto non unisce, separa. Se comune, la colpa è una missione in cui gettarsi a capofitto, tanto poi svapora in fretta. La colpa collettiva e informe, la vergogna è un sentimento individuale."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Leni parlava d'amore con l'ingenuità trasognata di chi ne ha letto nei romanzi d'appendice, ma non sa bene di cosa si tratti. Non conosceva la dipendenza emotiva da un altro essere umano, uno che non ti ha generato, che quando sei nata non c'era. Non aveva mai lasciato il padre e la madre per unirsi a un estraneo."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Annuì. Poi non fece altro che guardarmi, come fossi un'attività vera e propria, senza scopo, se non quella di essere svolta."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

Entrai nel fienile, mi seguì. Il buio era senza fessure. [...] Scoordinati, ciechi, guidati dall'olfatto, inciampammo l'uno nel corpo dell'altro come se misurassimo per la prima volta il nostro."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

Non c'è rimedio alle cose che nascono fallate. La vita, per esempio, non c'è rimedio, ha la morte come meta, perché gli uomini non dovrebbero approfittarne? "
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Non arrivava prima di mezzanotte. Sapeva che lo avrei aspettato. Che cosa mi spingeva ad avvicinarmi alla finestra? Che cosa spingeva lui a venire, a indovinare a fatica la mia sagoma nelle tenebre? A cosa non poteva rinunciare?
Il vetro era un riparo: rendeva meno reale quel Tenente che non diceva nulla, non faceva nulla, se non rimanere, persiste, imporre la sua presenza che non potevo toccare, lo guardavo perché non c'era altro da fare, dal momento che era venuto, che era successo. Se anche avessi spento la luce, avrei saputo che era lì. Non sarei riuscita a dormire. Lo guardavo incapace di ipotizzare conseguenze - il futuro finalmente reciso. La dolcezza dell'inerzia."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Tornavo a pensare che non avessimo il diritto, noi, di parlare d'amore. Abitavamo un'epoca amputata, che ribaltava ogni certezza, e disgregava famiglie, storpiava ogni istinto di sopravvivenza."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Abbiamo vissuto dodici anni sotto una dittatura, e non ce ne siamo quasi accorti. Che cosa permette agli esseri umani di vivere sotto una dittatura? Non c'era alternativa, questo è il nostro alibi.
[...] Ma a Ziegler sì, ci sarebbe stata. Invece avevo camminato verso di lui perché ero una persona che poteva spingersi fino a lì, fino a quella vergogna fatta di tendini e ossa e saliva - l'avevo tenuta fra le braccia, la mia vergogna, era alta almeno un metro e ottanta, pesava settantotto chili al massimo, niente alibi né giustificazioni, il sollievo di una certezza."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

"Ridevamo. Non avevamo imparato niente. Credevamo fosse ancora lecito ridere, credevamo di poterci fidare. Della vita, del futuro. Elfriede no.
Guardava il fondo della tazzina di caffè senza che l'idea di leggerlo la sfiorasse. Con il futuro aveva ingaggiato una battaglia all'ultimo sangue, e nessuno di noi se ne era accorta."
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

Tutte avevamo bisogno di essere desiderate, perché il desiderio degli uomini ti fa esistere di più.
[Rossella Postorino, Le assaggiatrici]

 

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