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"Figli dell'angelo nero" - Giuliano Fontanella

AUTORE: Giuliano Fontanella

TITOLO: "Figli dell'angelo nero"

GENERE: Giallo

 

TRAMA:

Meno di una settimana dopo la conclusione di “L’Affare Moreau”, nel capitolo conclusivo della trilogia, “Figli dell’Angelo Nero”, il detective Spada, di ritorno verso Roma dopo la soluzione di un semplice caso, riceve una telefonata del commissario Burma, che lo attira verso una nuova pericolosa situazione. In una scuola di viale Manzoni uno squilibrato ha preso bambini e insegnante come ostaggi, pretendendo di avere al più presto un colloquio con lui.
Impegnato nel tentativo di salvare giovani vite, l’investigatore non potrà dare ascolto ad un’altrettanto urgente richiesta di aiuto da parte dell’ex moglie Melania. Le conseguenze saranno molto gravi, e Diego Spada inizierà così la più pericolosa e personale delle sue indagini.
D’ora in poi avrà a che fare con una girandola di bizzarri personaggi: una vecchia cieca e rancorosa, la sua astiosa domestica piena di segreti, la non del tutto ingenua nipote, e i crudeli adepti di una setta satanica.
Nella sua solitaria risalita da un abisso di affranto scoraggiamento, giungerà infine non solo a districare il bandolo dell’ingarbugliata matassa, ma persino a sciogliere quello dell’antico trauma della sua giovinezza.

 


Recensione:

 

Il capitolo conclusivo della trilogia incentrata sulla figura del detective Diego Spada è senza dubbio il meglio riuscito. L’autore ha deciso di dedicarsi per lo più alla narrazione di un unico caso, la scomparsa di due giovani ragazze, scelta che ha conferito alla trama una fluidità e un ritmo assenti nei precedenti due volumi.
Sebbene l’azione prenda l’avvio dopo un centinaio di pagine, una volta che si entra nel vivo del testo si viene catturati dalla storia, che riesce a insinuare nel lettore una discreta curiosità di comprendere il quadro della situazione, i rapporti tra i personaggi, e, last but not least, i responsabili del crimine.
Anche se lo stile giornalistico, usato per gli articoli di Melania, sarebbe da rivedere, il resto del libro scorre agevolmente, privo della verbosità macchinosa che caratterizza “La ragazza nel fiume”, e viene anzi impreziosito da sogni ben architettati e da dialoghi molto più realistici rispetto a quelli presenti dei primi due volumi; segnalo in particolare il discorso che Nora tiene all’interno della sua vettura.
Come sempre, una nota di merito per la rappresentazione dei personaggi che agiscono tra le pagine: nonostante alcuni possano apparire leggermente stereotipati, le descrizioni sono così vivide che essi prendono vita da sé (ad esempio, Rudy Soriano e la signora De Silva).
Un apprezzamento particolare va al protagonista: finalmente, in questo terzo volume delle sue avventure (che definire rocambolesche sarebbe alquanto riduttivo), Spada affronta un primo stadio di evoluzione, iniziando a discostarsi da alcuni dei suoi difetti e, soprattutto, a valutare comportamenti e atteggiamenti diversi, mettendosi quasi (quasi) in discussione.
Nel complesso, si può dire che Fontanella e Spada stiano crescendo insieme, di pari passo: un’evoluzione simbiotica, adatta a uno scrittore e al suo alter ego. [©Camilla Pulzato]

 

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