“Metamorfosi inverse” – Alessandra Bucci 4/5 (1)

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“Metamorfosi inverse” - Alessandra Bucci

AUTORE: Alessandra Bucci

TITOLO: “Metamorfosi inverse”

EDITORE: Chiaredizioni

 

Trama:

Una storia che si offre al lettore come una sorta di intricato “nodo”, una matassa ingarbugliata da sciogliere, pagina dopo pagina, passo dopo passo. Un metaforico viaggio ricco di sfumature e colpi di scelta che porterà betta, la protagonista, il goffo e paffuto brutto bruco costretto ad affrontare situazioni difficili e dolorose, a spiccare finalmente il volo dopo aver allentato e sciolto gli stretti nodi che la tenevano legata a terra. Problematiche di orgine psicologica, quali tricotillomania e bulimia, segnano e caratterizzano il passaggio alla maturità mentre sullo sfondo storie di degrado e bullismo non riescono ad impedire alla nuova Elisabetta di poter sbocciare innalzandosi verso l’alto per diffondere nell’aria la sua nuova e gradevole essenza. Un profumo che sarà d’aiuto a chi nuota ancora nel fango e avrà bisogno di legarsi in qualche modo a lei per venirne fuori.

Recensioni:

 

Metamorfosi inverse, sesta pubblicazione di Alessandra Bucci, è un libro che colpisce subito il lettore, ma andiamo per gradi. Partiamo subito dalla copertina, un po’ inquietante ma necessaria per comunicare il messaggio, racchiude al meglio l’essenza del romanzo. Oltre ad una dedica, una poesia e una citazione, che precedono il vero e proprio inizio della storia di Elisabetta, abbiamo una nota dell’autrice, di cui parleremo tra poco. La vita della protagonista si alterna tra il passato e il presente, un passato molto oscuro e duro. Sappiamo già dalla trama che uno dei temi trattati nel romanzo è il bullismo; la Bucci non si limita a descrivere l’atto del bullismo in sé, si sofferma piuttosto sul “dopo”, sulle conseguenze che questo ha sulla vittima, perché atti derisori e violenti hanno sempre delle conseguenze. In questo caso portano con sé bulimia e tricotillomania, oltre ad un senso profondo di inadeguatezza e di mancanza di fiducia nel prossimo. Il lettore entra letteralmente nella mente di Elisabetta, provando empatia e rabbia per ciò che è costretta a subire. Ciò che mi ha colpito immediatamente sono state le descrizioni dettagliate, troppo dettagliate, di ciò che provava la ragazza. Anche senza leggere la nota dell’autrice, si può capire benissimo che queste esperienze sono state vissute in prima persona. Parliamo, quindi, quasi di un’autobiografia, in cui la Bucci mette a nudo un’importante parte di sé per tentare di aiutare gli altri. Uno dei fini del libro è proprio questo, comunicare a chi si trova nelle stesse condizioni di Elisabetta che uscirne è possibile. In definitiva, Metamorfosi inverse è un romanzo crudo, con tematiche forti ed attuali, che vale la pena leggere. Consigliato. [©Giulia Longarini]

 

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