Il cucchiaino girava lentamente il caffè in senso …

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Il cucchiaino girava lentamente il caffè in senso orario, quasi come una lancetta di un orologio che cerca scioccamente di afferrare il tempo.
quand’è che hai perso il sorriso?
sai qual è il vero problema dei trent’enni? Che mentre la società li costringe a farsi una famiglia loro vorrebbero vedere ancora i cartoni animati, ma non quelli di adesso, quelli di una volta.
Sapevo benissimo di non aver risposto a quella domanda, un po’ per paura un po’ perché non avevo una risposta precisa.
L’unica cosa che mi girava in testa era il fatto che avevo superato i trent’anni e non capivo più la società che mi circondava, uno società dove l’unica cosa che contava era venire bene nei selfie, per venire meglio avevano inventato anche il bastone per il selfie … anche perché, parliamoci chiaramente, se ti fai una foto da vicino alle sei del mattino, chi mai ti metterebbe mi piace? Neanche tua madre, e tua madre ti ha visto in condizioni peggiori, fidati.
Per un istante mi estraniai anche dai miei pensieri e mi venne in mente un programma che vedevo da piccolo, si chiamava “lo sciagurato Egidio”, in onore di Egidio Calloni, uno che aveva giocato a pallone negli anni ’70.
Lo aveva soprannominato così Gianni Brera, uno dei più grandi giornalisti, non solo sportivi, italiani, per il suo spiccato senso del non-goal.
In poche parole Calloni non segnava mai goal facili, ma faceva solo quelli difficili, quando neanche i suoi stessi tifosi credevano in lui, lui li sorprendeva con gesti tecnici elegantissimi e raffinati.
Quel programma aveva una colonna sonora meravigliosa, “summer” di Joe Hisaishi, e mentre il conduttore raccontava storie di vita e di sport questa musica trasportava il cuore e l’anima dove neanche tu potevi ritrovarla.
Ecco io mi sentivo uno “sciagurato” di quella società, uno che sbagliava a porta vuota, incapace anche di farsi il selfie giusto al momento giusto, ma capace di grandi gesti tecnici quando gli altri, magari, erano voltati dall’altra parte.
Iniziai a sorridere, come uno sciocco, da solo, mentre la persona che avevo di fronte ancora aspettando la risposta incalzò:
– Allora?
Scusa, non mi ricordo. Risposi
Non ti ricordi la domanda?
No. Non mi ricordo dove ho perso il mio ultimo sorriso.
[©Nicola Summa (AUTORE SENZA LIBRO) per Le frasi più belle dei Libri…]

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