Oggi vi presentiamo “L’altra linea della vita” di …

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Oggi vi presentiamo “L’altra linea della vita” di Roberta Cuttica con Flavio Troisi, recensito per noi da Giulia Longarini.

TRAMA: Leon ha sedici anni, una bella famiglia e tutta la vita davanti, ma sta per perdere la persona cui tiene di più al mondo, Sylvia, la sua migliore amica, minata da una grave malattia. Prima di andarsene, la ragazza gli regalerà un diario fitto di parole preziose, che lo guideranno in un viaggio disseminato di incontri sospesi fra realtà e magia.
Comincia così per Leon un’avventura senza respiro, dove un ruolo sorprendente e fondamentale sarà giocato dal diario ricevuto in dono. Un viaggio rocambolesco, in cui il ragazzo si imbatterà in una selva di personaggi indimenticabili e dovrà decidere a ogni passo se seguire la strada principale, la più battuta, oppure un altro percorso, costellato di ispirazioni ineffabili e decisioni temerarie in grado di cambiare la sua vita per sempre.
“Realismo è il nome che la maggioranza dà alla propria versione della realtà, la linea della vita seguita dai più. Ma esiste un’altra linea, visibile a te soltanto, a patto che dici di di imparare a coglierla. Indica un’altra direzione, il tua, e conduce a mete inimmaginabili.”
L’altra linea della vita è un avvincente romanzo di formazione in cui due storie parallele s’intrecciano trasformando l’avventura di Leon in un viaggio di autoconoscenza e crescita interiore. Un viaggio che è quello di tutti noi.

RECENSIONE: L’altra linea della vita, primo libro di Roberta Cuttica con la collaborazione di Flavio Troisi, si è rivelata un incredibile scoperta.
La narrazione si divide in tre parti: il diario, il viaggio e il satori, che danno un piccolo indizio al lettore sulla struttura del libro. Nulla viene lasciato al caso, ogni singolo dettaglio è studiato, anche la scelta della copertina non è casuale, essa ritrae un cielo stellato poiché l’intera storia si svolge in una sola notte.
Già nei primi capitoli si è catapultati nel pieno della vicenda, con la morte di Sylvia, carissima amica d’infanzia del protagonista: Leon Jones. Sylvia, in punto di morte, lascia in dono al suo amico un diario, ma non un diario qualunque.
Sarà l’inizio di un viaggio al limite della realtà, una fuga per ritrovare Sylvia, una fuga per ritrovare se stessi.
Una serie di eventi ed incontri inaspettati con personaggi peculiari incalzano la narrazione, lasciando il lettore con il fiato sospeso.
Protagonista indiscusso è il Diario, con D maiuscola.
Esso è un elemento vivo: apre gli occhi, dissipa dubbi, fa porre quesiti, comunica con Leon ma sembra comunicare anche al lettore. Leon affronta le sue paure e il lettore con lui, egli segue strenuamente il suo sogno e ci si ritrova a pensare ai proprio di sogni, se si è lottato abbastanza per realizzarli per quanto impossibili potessero apparire.
Perché tutto ha una ragione, ogni incontro, ogni avvenimento nella nostra vita, positivo o negativo che sia, ma come affermerà Leon: “La nostra vita non è tanto quello che ci accade, quanto il significato che diamo a quello che ci accade.”
Un romanzo a tratti psicologico, capace di solleticare la mente e di indurre ad un autocritica, ad una rivalutazione del proprio modo di pensare, di rapportarsi con gli altri e con la vita stessa.
Più si va avanti con i capitoli, più si entra nel vivo della narrazione, più le emozioni si fanno pressanti, pensieri e sensazioni premono per poter uscire, per essere riconosciuti e a volte affrontati.
Pagina dopo pagina il romanzo scava fin nel profondo dell’animo del lettore, portandolo a nudo, accompagnandolo fino ad un epilogo toccante.
Il cerchi si chiude, ma non senza alcuni colpi di scena.
In conclusione, un romanzo rivelazione, un vero e proprio oceano di emozioni che lascia il lettore con una carica di energia e positività sbalorditiva.
Assolutamente consigliato.
#lefrasipiùbelledeilibri

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