Virginia Woolf

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Virginia Woolf: Google la celebra con un doodle a 136 anni dalla nascita
L’autrice di ‘Mrs Dalloway’ e ‘Gita al faro’, scrittrice dalla bellissima prosa, si batté per la parità di genere
Raffinata e brillante, Virginia Woolf avrebbe compiuto oggi 136 anni. Google dedica un doodle alla scrittrice autrice di capolavori come ‘Mrs Dalloway’ o ‘Gita al faro’. Impegnata per la parità dei generi, intellettuale femminista col marito movimentò il Bloomsbury Group, un gruppo di intellettuali che si riuniva nella loro abitazione, presso il British Museum.

Le opere – I due primi romanzi – scrive l’enciclopedia Treccani – ‘The voyage out’ (1915; trad. it. 1951) e ‘Night and day’ (1919; trad. it. 1957), la mostrano già in possesso di raffinati mezzi espressivi, ma non si distaccano dalla tecnica narrativa tradizionale. Formatasi sotto il duplice influsso del razionalismo, grazie al padre che era studioso del Settecento, e dell’estetismo, la Woolf andò elaborando l’intenzione d’invertire il procedimento narrativo: non più personaggi fatti vivere attraverso azioni, ma effetto della realtà esteriore sulla coscienza e sullo spirito. Questo radicale mutamento apparve in forma sempre più chiara e dominante nelle opere narrative che seguirono: ‘Jacob’s room’ (1922; trad. it. 1950); ‘Mrs. Dalloway’ (1925); ‘To the lighthouse’ (1927); Orlando (1928; trad. it. 1933); ‘The waves’ (1931; trad. it. 1956); ‘The years’ (1937; trad. it. 1955); ‘Between the acts’ (1941; trad. it. 1979). Oltre a due biografie: Flush (1933; trad. it. 1934; biografia del cane di Elizabeth Barret Browning) e Roger Fry (1940), pubblicò raccolte di notevolissimi saggi critici: ‘A room of one’s own’ (1929); ‘The common reader’ (due serie, rispettivamente 1925 e 1932). Postumi sono apparsi: una raccolta di novelle, ‘A haunted house’ (1943; trad. it. 1950), che aggiunge inediti a una raccolta pubblicata prima dei romanzi col titolo Monday or Tuesday, e volumi di saggi vari, in parte critici; ‘Death of the moth’ (1942), ‘The moment’ (1947), ‘The Captain’s death bed’ (1950), tutti a cura del marito, che pubblicò anche estratti dai diari nel volume ‘A writer’s diary’ (1953). Autrice di opere che occupano un posto cospicuo nella narrativa sperimentale della prima metà del Novecento, la Woolf fu delicata indagatrice di moti dello spirito, ma con temperamento di fondo lirico; i suoi libri, scritti in bellissima prosa, tendono a formare un disegno musicale e i suoi squisiti personaggi femminili, per quanto sottilmente trasposti, sono quasi sempre autoritratti.

Fonte: ansa.it

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