“Lo specchio dell’Angelo perso.” – Massimo Della Penna

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AUTORE: Massimo Della Penna
TITOLO: Lo specchio dell’Angelo perso. Storia di uno strano. Vol. III

TRAMA

Vittoria è una bambina schiva che ama trovare rifugio dal mondo nei suoi bizzarri dipinti, incomprensibili agli altri. Ama osservare e tratteggiare paesaggi umani con voce pacata e riflessiva. La sua vita è dominata dalla paura che la sua riservatezza venga violata. Per affermare il suo talento lotterà contro la madre, ossessionata dal controllo, ma sempre sull’orlo di perderlo, subendo gli impietosi paragoni dei suoi sgorbi rispetto ai capolavori del fratello, uomo violento e primitivo, nonchè talento in rapida ascesa. Dopo l’emigrazione a Gorèe, un’isola che pare disegnata sulle sue ossessioni da eremita sociale, intraprende un viaggio d’attesa, ma nella sua vita placida e nei suoi quadri irrompe un veliero che si avvicina sempre più alla riva dove lei attende paziente e ignara della sua attesa. Un viaggio di ricerca in un mondo che ha perduto tutto ciò che è altro. E forse, quello che troverà Vittoria quando sarà quasi a casa, non sarà se stessa, ma tutto il resto che aveva perduto.

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RECENSIONI

“Lo specchio dell’angelo perso”, terzo libro della tetralogia di Massimo Della Penna, fornisce un ulteriore conferma della solidità di una serie ben costruita ed appassionante.
Il libro riprende esattamente da dove “Boris: Storia di uno strano” termina, descrivendo ciò che accadde dopo lo scioccante epilogo, offrendo al lettore un quadro completo della vicenda. Già dalle prime pagine ci si perde nel mondo ideato da Della Penna, un mondo così ben definito, dettagliato e reale da far perdere letteralmente la cognizione del tempo.
La protagonista è Vittoria, una bambina con un dono singolare e una passione spiccata per la pittura. Assistiamo, nel corso della narrazione, alla crescita fisica e psicologica di Vittoria, al suo approccio alla vita, alle difficoltà scaturite dal trasferimento nella piccola isola di Gorèe e della mancanza di una figura paterna. La rigidità della madre, l’arroganza e lo spiccato talento del fratello metteranno a dura prova la tenacia e la testardaggine di Vittoria, conducendola quasi alla deriva. Tuttavia nei suoi dipinti incomprensibili è spesso ritratto uno strano veliero in avvicinamento, completamente avvolto nel mistero, che causerà parecchi grattacapi.
Protagonisti indiscussi sono i colori, dal rosso al nero, che accompagnano ed identificano le emozioni rendendo tutto più vivido ed intenso. Grazie alle descrizioni minuziose dell’autore si ha quasi la sensazione di poter allungare un dito ed avvertire sul polpastrello la durezza delle pennellate violente di Vittoria, di poterne sentire l’odore acre e di poterne apprezzare i colori forti e rivelatori.
Intrecciata alla vicenda di Vittoria assistiamo alla nascita di una relazione amorosa tra due personaggi: Alice e il Cappellaio Matto. Inusuale è stata la scelta dell’autore di limitare i dialoghi e le interazione tra i due personaggi a delle chat, ponendoci di fronte ad una relazione online, tema assolutamente attuale.
Lo stile unico di Della Penna rende la narrazione fluida e piacevole, le descrizioni scrupolose incorniciano una storia intensa ed emozionante donandole una marcia in più. Da sottolineare l’ingegno dell’autore nell’ideare la struttura del libro, dividendolo in tredici atti ognuno contenente un numero diverso di capitoli. Tutto ciò non è casuale ma si basa sulla sequenza di Fibonacci, una scelta decisamente non convenzionale.
L’epilogo è intriso di emozioni forti, di brividi e di lacrime, letteralmente da cardiopalma.
Una ragazza, un dono, un veliero e una sola sconvelgente verità.
Lasciatevi trasportare nella vita di Vittoria, tra amicizie, amori, dissapori, menzogne e tanta dolcezza, non ve ne pentirete!

[©Giulia Longarini]

 

Massimo Della Penna si presenta con un nome d’arte che ha origine da “Massimo Della Pena”
Facendo della debolezza un punto di forza ha vita questo bravo scrittore.
Massimo Della Penna è un tipo preciso, non lascia nulla al caso e approfondisce sicuramente gli argomenti prima di scriverci su.
Nessuno di questi è trattato in maniera superficiale, manifesta cura nella scelta delle parole.

“Lo specchio dell’Angelo perso” è il terzo volume di una saga chiamata “Storia di uno strano”.

Vittoria è una ragazza testarda e incredibilmente vera. E’ in continuo conflitto con ogni membro della sua famiglia e con se stessa. Ha un fratello egocentrico, un padre assente, una mamma con cui non fa altro che litigare ma che la ama incondizionatamente. L’unica persona di cui si fida è la nonna, la stessa che l’incoraggerà a seguire quei sogni così difficili da realizzare ma non impossibili.
Questa ragazza trova la sua massima espressione nei pennelli, ama incredibilmente dipingere.
La sua forza sarà l’originalità attraverso cui tenterà di esprimersi.
E’ speciale, la sua prospettiva è diversa, e i suoi dipinti non saranno di certo per tutti…

E’ un dono quello che ha, ma che spesso la induce a sentirsi sola, non capita, sbagliata. Così cerca spesso di seppellirlo, soltanto perché il giudizio della gente sembra urlare a volte più forte della passione stessa…Sembra… in realtà come sarà? Lo scoprirete leggendo…

Chi è Vittoria in ognuno di noi? La parte nascosta, quella che abbiamo paura di mostrare, ci avvaliamo di una maschera per soffocare quello che siamo, quello che è vero.
Vittoria non ha paura di essere quello che è, sbaglia e lo ammette, subisce, si ribella e si rialza senza perdersi in inutili lamentele. E’ quella parte che spesso cade in paranoia, felice poi di sbagliarsi, la parte fiduciosa destinata a schiantarsi, insomma la parte che tendiamo a dimenticare sostituendola con quella più comoda, perché a volte è più facile essere apparenza che essenza.

E’ una storia tra il reale e la fantasia, infatti Vittoria spesso finirà dentro i suoi quadri…

“Lo specchio dell’Angelo perso” ti invita ad attraversare lo specchio, conducendoti in una realtà che ignoreresti se solo potessi.
L’autore invece te la sbatte in faccia quella realtà perché se chiudi gli occhi non vuol dire che non esista.
Affronta dei temi importanti, come la famiglia, le relazioni sul web da cui salvaguardarsi, la fiducia, l’inganno, l’illusione. E’ un mix tra rabbia e amore questo manoscritto. Scuote le coscienze.
Sicuramente non è un libro che ti lascia indifferente, è ben strutturato e va letto senza se e senza ma.

Personalmente mi dispiace aver cominciato a leggere il III Volume della saga.
Inizialmente e in alcuni punti del libro percepivo la mancanza della lettura degli altri due libri. Consiglio di cominciare dal primo, nonostante mi fosse stato detto che potevo leggerli singolarmente, per far sì che nessun particolare della storia si perda.
Il linguaggio usato in questo libro a volte è molto ricercato, a tratti i pensieri si confondono e confondono.

E’ un libro che richiede calma mentale, uno spazio unico e speciale dentro cui rifugiarsi, una sorta di Moment che preso in dosi sbagliate però può avere controindicazioni. Esattamente quello che è successo a me.
Inizialmente la trama l’ho trovata incalzante, lo leggevo divorando pagina su pagina, nelle ultime 80 pagine mi sono completamente persa.
Sono arrivata alla fine di questo libro completamente esausta e non ho avuto quindi modo di godermi la parte finale.

[©Anna Rita]

 

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