“Eppure cadiamo felici” – Enrico Galiano

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AUTORE: Enrico Galiano
TITOLO: Eppure cadiamo felici
EDITORE: Garzanti
GENERE: Narrativa italiana

TRAMA

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A 17 anni nasconde la sua bellezza sotto vestiti ingombranti e a scuola si sente un’estranea. A lei non interessano le mode e le feste. Ha invece una passione speciale di cui non ha mai parlato con nessuno: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei suoi genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia per la prima volta sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Un bar chiuso diventa il luogo speciale dei loro incontri sempre più intensi. L’amore scoppia senza preavviso. Ma Lo un giorno scompare. Gioia è l’unica a poter capire gli indizi che lui ha lasciato, eppure per seguirli deve fare una scelta. Deve imparare che il verbo amare racchiude mille e mille significati diversi.

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RECENSIONI

Romanzo d’esordio di Enrico Galiano.
Gioia ha 17 anni, il contesto familiare in cui vive è complicato, dentro di sé ha un fuoco che fa fatica ad uscire, un po’ per paura di non essere capita e un po’ perché la gente non è interessata ad ascoltare, preferisce per lo più giudicare senza sapere.
Alla propria coscienza ha dato un nome: Tonia. Questa parte è quella parte razionale che a ripetizione la mette in guardia dai casini, le fa domande per riflettere e agire di conseguenza, è la parte di sé che senza mezzi termini tende a “svegliarla”. Sì, perché Gioia è un’inguaribile sognatrice che il mondo chiama “stramba”.
I suoi compagni la prendono in giro, Maiunagioia è il suo soprannome, ma per quanto Gioia affronti tutti gli insulti e gli sguardi a testa alta e con una maturità disarmante molte volte lei si sente sola. Intanto in questa scuola in cui sembra girare tutto nella maniera peggiore Gioia ha un punto di riferimento importante, il professore Bove che chiunque dovrebbe averlo nel proprio percorso scolastico. Bove sa ascoltare, sa mettere a tacere il bullismo, ma una, due ore a settimana non sono sufficienti quando alcuni ragazzi ce l’hanno dentro come stile di vita. Credo fortemente nel potere degli insegnanti e nella collaborazione con i genitori… entrambi i ruoli richiedono attenzione e particolare sensibilità. Come un insegnante non dovrebbe esser solo colui che entra in classe spiega e assegna compiti, neanche un genitore dovrebbe essere un procreatore che lascia tutto al caso e alla vita.
Insomma un libro che fa riflettere e scuote le coscienze.
[©Anna Rita]

 

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