“Oceano mare” – Alessandro Baricco

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FRASI

“…se ha un nome dev’essere leggerissimo, lo dici e già è sparito.”

[Alessandro Baricco, Oceano Mare – Feltrinelli]

 

“Ogni tanto, senza ragione, le piaceva mettersi a correre, lungo i corridoi, incontro a chissà cosa, su quei tremendi tappeti bianchi, smetteva di essere l’ombra che era e correva, ma solo di rado…
”

[Alessandro Baricco, Oceano Mare – Feltrinelli]

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“Aveva quella bellezza che solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta di ciò che si è perduto.
”

[Alessandro Baricco, Oceano Mare – Feltrinelli]

 

“Sua figlia.
È una specie di mistero, ma bisogna cercare di capire lavorando di fantasia, e dimenticare quel che si sa in modo che l’immaginazione possa vagabondare libera, correndo lontana dentro le cose fino a vedere come l’anima è sempre diamante ma alle volte velo di seta – questo posso capirlo – immagina un velo di seta trasparente, qualunque cosa potrebbe stracciarlo, anche uno sguardo, e pensa alla mano che lo prende – una mano di donna – sì – si muove lentamente e lo stringe tra le dita, ma stringere è già troppo, lo solleva come se non fosse una mano ma un colpo di vento e lo chiude tra le dita come se non fossero dita ma… – come se non fossero dita ma pensieri. Così. Questa stanza è quella mano, e mia figlia è un velo di seta.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“…Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la “sua” donna.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Due pezzi di un puzzle. Fatti l’uno per l’altra. Da qualche parte del cielo un vecchio Signore, in quell’istante, li aveva finalmente ritrovati.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Non c’è intelligenza e non c’è coraggio che possa cambiare un destino…
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Mi legge i libri, ogni tanto. Quelli non mi fanno male. 
…insomma ci sono storie anche… emozionanti, capite? Con gente che uccide, che muore… ma potrei ascoltare qualsiasi cosa se viene da un libro, questo è strano, riesco anche a piangere ed è una cosa dolce…”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Volevo dirle che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c’è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Tutto il resto era ancora nulla.
Inventarlo – questo sarebbe stato meraviglioso. “

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Un conto è non far niente. Un conto è non poter far niente. È diverso.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai 
questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare 
cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno.
È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta… ”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così… Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E’ lì che salta tutto, non c’e’ verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. 
Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Doveva finirla di correre a quell’altalena sfinente. Se Maometto non va alla montagna, eccetera eccetera, pensò. Prima o poi sarebbe entrato – nella cornice di quello sguardo che lui immaginava memorabile […] – il profilo esatto, orlato di schiuma, nell’onda che aspettava. E lì, essa si sarebbe fissata, come un’impronta nella sua mente. E lui l’avrebbe capita.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Tramonti. Sapete è geniale questa cosa dei giorni che finiscono. È un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti. […] Non è facile capire un tramonto. Ha i suoi tempi, le sue misure, i suoi colori […] non c’è un tramonto, dico uno, che sia identico a un altro.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“… i numeri parlano chiaro. Il resto è poesia.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“- E com’è? … Il mare, com’è? 
Sorride, Elisewin.
– Bellissimo.
– E poi?
Non smette di sorridere, Elisewin.
– A un certo punto, finisce.
”

[Alessandro Baricco, Oceano Mare – Feltrinelli]

 

“Come glielo dici, a una donna così, che tu vorresti salvarti, e ancora di più salvare lei con te, e non fare altro che salvarla, e salvarti, tutta una vita, ma non si può, ognuno ha il suo viaggio, da fare, e tra le braccia di una donna si finisce facendo strade contorte, che neanche tanto capisci tu, e al momento buono non le puoi raccontare, non hai le parole per farlo, parole che ci stiano bene, lì, tra quei baci e sulla pelle, parole giuste, non ce n’è, hai un bel cercarle in quel che sei e in quel che hai sentito, non le trovi, hanno sempre una musica sbagliata, è la musica che gli manca, lì, tra quei baci e sulla pelle, è una questione di musica. Così poi dici, qualcosa, ma è una miseria.”

[Alessandro Baricco, Oceano Mare – Feltrinelli]

 

“Come glielo dici, a un uomo così, che adesso sono io che voglio insegnargli una cosa e tra le sue carezze voglio fargli capire che il destino non è una catena ma un volo, e se solo ancora avesse voglia davvero di vivere lo potrebbe fare, e se solo avesse voglia davvero di me potrebbe riavere mille notti come questa invece di quell’unica […] Come glielo dici, a un uomo così […] il tempo e il mondo per non far finire nulla sono qui ad aspettarci, e a chiamarci, se solo sapessimo ascoltarli, se solo lui potesse, davvero, davvero, ascoltarmi. Come glielo dici, a un uomo così, che ti sta perdendo?”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Io ti ho amato, André, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E’ scoppiata tutto d’un colpo. C’erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Si voltò e lentamente tornò sui suoi passi. Non c’era più vento, non c’era più notte, non c’era più mare per lei. Andava e sapeva dove andare. Questo era tutto. Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si schiude e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa. Il tempo interminabile dell’avvicinamento. Quell’accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino. Quella è un’emozione. Senza più dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo. Qualunque sia, il destino. “

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Questo mi ha insegnato il ventre del mare. Chi ha visto la verità rimarrà per sempre inconsolabile. E davvero salvato è solo colui che non è mai stato in pericolo.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“…perché un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte. Si sa mai.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Uno si costruisce grandi storie, questo il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Il futuro è un’idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo[…] Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull’altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell’istante, e basta.
”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“L’anima non sempre è diamante ma a volte velo di seta”.

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia…
Non lo spegni il mare, quando brucia nella notte”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“…in effetti basta un po’ di sensibilità per capire che qualsiasi angolo cieco è un agguato possibile, e due strade che si incrociano una violenza geometrica e perfetta, sufficiente a spaventare chiunque sia in possesso di una vera sensibilità e tanto più lei, che non possedeva propriamente un animo sensibile ma, per dirla con termini esatti, era posseduta da una sensibilità d’ animo incontrollabile, esplosa per sempre in chissà quale momento della sua vita segreta…”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Ma soprattutto: il mare chiama. Lo scoprirai, Elisewin. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“La realtà sfuma e tutto diventa memoria.
Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“Mi stava ad ascoltare. E un giorno mi ha detto: “Scrivetegli”. Lui dice che scrivere a qualcuno è l’unico modo di aspettarlo senza farsi male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l’ho messo in questa lettera.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

“In tutto quel tempo, Langlais non gli chiese mai nulla. (…)
Aspettava, Langlais. Non aveva fretta. Si gustava, anzi, il piacere dell’attesa. (…)
Da quel giorno, incominciarono a scivolare via, da Adams, tutte le sue storie. Nei momenti più diversi e secondo tempi e liturgie imperscrutabili. (…) Misurava con un arte sorprendente, parole e silenzi. Aveva qualcosa di ipnotico nel suo salmoidare immagini fantastiche. Ascoltarlo era una magia. Langlais ne era incantato.”

[Alessandro Baricco – Oceano Mare]

 

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