Poi un giorno ti ritrovi

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Poi un giorno ti ritrovi a guardarti indietro e a chiederti quand’è che hai cominciato a non lasciar avvicinare più nessuno, a decidere che in fondo della gente non te ne importava nulla. E, sorpresa: tutto quello che riesci a rievocare è una catena di piccoli sussulti. Nessun terremoto, nessun gigantesco fattaccio traumatico […]. Anzi: inezie da ragazzini, semmai. Micro movimenti di distacco, di deriva continentale, che non ti hanno mai veramente fatto mancare la terra sotto i piedi, ma che millimetro dopo millimetro ti hanno impresso dentro la certezza che è meglio non appoggiarsi mai del tutto.

[Alice Basso, L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome – Garzanti]

Ph. ©Marcella Ciraulo

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