“Nel nido dell’aquila” – Angelo Michele Imbriani

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AUTORE: Angelo Michele Imbriani
TITOLO: Nel nido dell’aquila

TRAMA

“Nel Nido dell’Aquila” è il racconto di un viaggio in Germania, sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer, teologo coinvolto nella congiura per uccidere Hitler e rovesciare il regime nazista, che venne impiccato poche settimane prima della fine della guerra. La ben documentata narrazione storica è intervallata dalle esperienze di viaggio dell’autore – raccontate con brio e ironia – in luoghi che, in un gioco di suggestioni e rimandi, lo riportano ogni volta e di nuovo alla drammatica vicenda di Bonhoeffer e della cospirazione. Il lettore viene così accompagnato nell’antica abbazia di Ettal, quindi nelle Alpi bavaresi, alle pendici dello “Zugspitze”, il “gigante” dei monti tedeschi, al “Nido d’Aquila”, vertiginoso rifugio di Hitler, ai tanti luoghi berlinesi più strettamente legati a Bonhoeffer e al nazismo, mentre si dipana fino al suo tragico epilogo la storia del teologo nella congiura.

Un epilogo che però lascia aperta la questione fondamentale, che l’autore si pone dinanzi alla “Pilatus Haus”, casa dipinta di Oberammergau. È proprio la domanda di Pilato a Cristo: “che cos’è verità?”. È verità la spietata ingiustizia della storia che abbatte tanti innocenti e tanti giusti? O la verità più reale e profonda bisogna cercarla su un altro piano? Tornati ad Ettal, dove il viaggio era incominciato, si troverà una sorprendente risposta.


RECENSIONI

Il romanzo “Nel nido dell’aquila” di Imbriani si è rivelato un sorprendente viaggio alla scoperta di luoghi suggestivi e di un personaggio storico particolare. Stiamo parlando di Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco, che partecipò alla progettazione della congiura “contro il cappotto”, ovvero di Hitler.

Lo scrittore non si limita a raccontare la storia di Dietrich, ovviamente ambientati in Germania durante gli anni del nazismo, ma decide di scendere direttamente in campo. Ci parla della sua esperienza, recandosi negli stessi luoghi battuti dal teologo. Attraverso delle accurate descrizioni e ad un lessico scorrevole ed accattivante, il lettore si ritrova catapultato indietro nel tempo.

Ed è vero, ci si perde un po’, ma è un perdersi positivo. Dopotutto ci si addentra nella mente di uomo di fede, che accetta di compiere un omicidio per un bene superiore, ed è tutt’altro che semplice. La stessa stoica fede che lo accompagnerà fino alla morte, pochi mesi prima della fine della guerra, non lo farà mai vacillare. In definitiva “Nel nido dell’aquila” è un libro interessante, ben strutturato e capace di attirare l’attenzione del lettore fino all’ultima riga, quindi assolutamente consigliato.

[©Giulia Longarini]

 

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