“Maristella” – Daniele Galleni

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5/5 (2)

AUTORE: Daniele Galleni
TITOLO: Maristella
GENERE: Narrativa

TRAMA

Luca è un trentenne che ha sacrificato le sue passioni e i suoi sogni adolescenziali sull’altare di una lunga e complicata relazione con Chiara.
La fine di questo rapporto lascia il protagonista abbandonato in un terreno arido di prospettive, dove il confronto con se stesso è impietoso e dove ogni cosa sembra perdere di significato. Per ritrovare se stesso, e l’spirazione necessaria per le sue poesie, Luca parte alla volta dell’isola in cui trascorse molte estati della sua infanzia.

L’incontro di diversi personaggi, con le loro storie e turbamenti, condurranno Luca su sentieri inesplorati e su vie da troppo tempo dimenticate. La giovane Margherita, la figlia della proprietaria del Maristella, Paguro il pescatore e sua moglie Rosalba; Ahmed, l’immigrato, che in cambio del racconto della sua storia vuole ricevere lezioni di grammatica; Mario il Matto che vive col naso rivolto al cielo. E poi l’Isola, con le sue ombre e i suoi silenzi.


RECENSIONI

Luca è in cerca di un rifugio, in cui far riposare la sua anima e ritrovare la sua ispirazione; decide così di tornare in un luogo della sua infanzia, quell’epoca privilegiata e priva di affanni, dove il tempo ancora non si era abbattuto inesorabile sulle sue spalle. Il Maristella sembra uguale agli anni addietro. Daniele Galleni ha l’abilità di “mostrarci” tutto lo scenario che si delinea davanti a Luca; scendiamo con lui dal traghetto e la signora Clelia ci accoglie dolcemente, ma ora c’è anche sua figlia Margherita, una diciannovenne così fresca e pura che colpisce dritta al cuore di Luca, coi suoi occhi penetranti.

Potrebbe apparire come una storia d’amore già conosciuta, ma vi sbagliereste, perché le pagine di Maristella vi condurranno nei cuori umani, con i suoi picchi di grandezza e le sue brutture più tragiche. La stessa isola, non è un semplice sfondo alla storia, ma vive e partecipa a ogni evento. Anche se l’autore non la chiama mai per nome, l’isola fa sentire la sua voce; se per Napoleone su una prigionia imposta, per Luca, quella sull’Elba è una scelta volontaria di isolarsi e allontanarsi dal suo passato.

E come spesso accade, quando ci troviamo ad una svolta nella nostra vita, sembra che gli altri attorno a noi siano specchi che ci rimandano immagini differenti della nostra persona, in base all’angolazione. Così, in questo romanzo, tutti ruotano attorno a Luca, che si ritrova a soppesare le scelte di una vita. La stessa Margherita, che inizialmente sembra aver ammaliato il fragile Luca, cade nella sua rete e diventa un’insolita Freud notturna, nell’attesa che il sole illumini il loro letto sfatto. Dopo le sue lunghe passeggiate notturne, Luca riversa come un fiume in piena la sua frustrazione ed angoscia, e Margherita ascolta, rapita.

A mio avviso il personaggio e la storia della ragazza è solo accennata, e data la bravura dello scrittore nel penetrare gli animi, meritava una maggiore cura emotiva, ma viene reclusa al vaso di Pandora, che invece di far uscire i mali del mondo, raccoglie dentro di se i tormenti di Luca. Galleni ha indubbiamente il dono di illuminare i difetti e le debolezze delle persone, rendendo i suoi personaggi molto credibili. Paradossalmente ho trovato molto più coinvolgenti i tratti in cui si soffermava sui personaggi secondari, come Ahmed e Rosalba, toccando con delicatezza i loro dolori e le loro paure.

Luca invece è il ritratto di una generazione, quella dei trentenni, tendenzialmente egoista, in lotta tra l’abbandono dell’adolescenza e il cammino verso l’età adulta; la fine della relazione con Chiara lo costringe a guardarsi dentro, prendendo atto della necessità di voltare pagina. Lo sforzo di questo cambiamento logora però le energie del giovane, che si aggrappa a tutto ciò che gli sta attorno. Verso la fine del romanzo, Luca accusa Chiara di “pontificare dal suo scranno”, quando è abbastanza evidente che per tutte le pagine è lui a pontificare.

Luca è un ragazzo, che nel bene o nel male, rimane impresso, ed è sorprendente che un personaggio di questo stampo sia stato delineato da un giovane scritto al suo esordio. Spero che Daniele Galleni riesca ad emergere nel nuovo panorama letterario, “trainato da cinquemila uccelli e dieci aquile reali”.

[©Gaia Del Riccio]

 

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