“L’eroe del ghiacciaio” – Giancarlo Villa

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5/5 (1)

AUTORE: Giancarlo Villa
TITOLO: L’eroe del ghiacciaio
EDITORE: Silele
GENERE: Fantasy

TRAMA

Dopo il fallito attentato alla vita di re Cleos, la situazione per gli uomini del Nord appare ormai disperata. La guerra sembra segnata, gli antichi legami di alleanza sono perduti e l’inverno incombe. Mentre nel Sud del reame nuovi protagonisti lottano per sedersi al tavolo dei vincitori, Kandan e i suoi compagni si ritroveranno ad affrontare montagne impenetrabili e tempeste talmente gelide da essere in grado di strappare la vita di un uomo. Lì, su quei ghiacci ai confini delle mappe, troveranno ciò che non avrebbero mai creduto possibile.

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RECENSIONI

Aprendo le prime pagine ho ritrovato quell’ironia che mi aveva fatto sorridere già nel primo libro e che mi aveva dato l’impressione di conoscere quei personaggi, di scorgerne le movenze e i toni della voce, quasi fossero dei vecchi amici.

“L’Eroe del Ghiacciaio”, seguito di “La spada di Falkerith”, ci accoglie con un Kandan ferito, tormentato dalla fortuna di essere sopravvissuto ai suoi compagni nella missione contro il Re. È però la consapevolezza di non aver fatto tutto quanto era in suo potere a logorarlo, anche più del timore di perdere una gamba. Non ha saputo scegliere, e il suo dolore è la condanna di tutti coloro che hanno il cuore diviso a metà: l’atto che doveva compiere non era un semplice regicidio, per Kandan significava uccidere il padre della donna che amava.

Questa saga, come ogni Fantasy che si rispetti, al di là di battaglie, di amore e di amicizie, affonda il coltello in quelli che sono i dubbi degli uomini. Nulla è mai bianco o nero e questo ci era chiaro già nel primo libro, quando gli uomini del Nord, recandosi nella capitale a Sud, avevano scoperto le bellezze di quel luogo, scrollandosi di dosso almeno in parte i pregiudizi di cui guerra e propaganda li avevano riempiti. In questo secondo volume l’autore fa un ulteriore passo avanti, suggerendoci che nessuno è veramente buono (o totalmente cattivo), perché anche coloro che possono apparirci come eroi, magari perché si ribellano ad un re crudele, sono in effetti coloro che danno inizio ad una guerra che lascia dietro di sé migliaia di vittime innocenti, che non hanno nulla a che fare con queste atrocità ma che desideravano solo una vita tranquilla.

A muovere la storia sono le voci che si alternano nella narrazione, uno spioncino nella vita di chi questa guerra la subisce, e che, come dice alla fine il vecchio saggio Kenneth, non è altro che un “atto scellerato”, anche se ammantata dal velo della nobiltà. L’aggiunta di differenti punti di vista non solo rende la lettura più scorrevole, ma arricchisce la storia di sensazioni, idee ed emozioni che un solo punto di vista non potrebbe abbracciare per intero. Allora ecco che, per esempio, viene data al lettore la possibilità di scorgere la tenacia negli occhi di Aaron, il migliore amico di Kandan, o la paura del giovane Alyn, che desidera solo raggiungere il Sud per ammirare i tramonti sul mare.

È proprio l’umanità, con le sue fragilità ed il suo enorme bagaglio di emozioni, il punto attorno a cui ruota l’intera saga. La guerra pone gli uomini di fronte ai propri limiti e quando siamo messi alle strette mostriamo infine la nostra vera natura. Così un Re può essere anche un traditore, un uomo rude diventare un amico fidato, una principessa una ragazza indifesa.
Ed è infine il coraggio, nato tra i dubbi, che spinge i nostri protagonisti a lottare, il coraggio di fare i conti con le proprie decisioni, il coraggio di cambiare il proprio destino, di non arrendersi mai, anche quando sembra non esserci più niente da fare. Forse è proprio questo che il libro ci racconta: se anche il ghiaccio crolla sotto i nostri piedi, una tenue speranza ci farà sempre andare avanti.

[©Gaia Del Riccio]

RECENSIONI

È sempre rischioso e complicato cimentarsi nella stesura del seguito di un romanzo.
Peggio ancora avventurarsi in una saga.
C’è la reale e concreta possibilità di essere ripetitivi, noiosi e banali.
In questo periodo di serie tv fantasy e libri e libercoli di questo genere, dove lo scopiazzare regna sovrano. Ma ecco, finalmente,l’atteso seguito de La spada di Falkerith, di Giancarlo Villa.
L’eroe del ghiacciaio non ha corrisposto a nessuna delle mie paure. Affatto noioso, per nulla ripetitivo, mai banale. Scritto benissimo, come il precedente, la nuova avventura di Kandan e dei suoi compagni, ti prende e non ti molla. Il lettore è nuovamente là, con loro. Trasportato in questa altra dimensione. Altri luoghi,altri cammini. Ti acchiappa cuore e viscere, ti costringe a trattenere con loro il fiato.
A sperare, a combattere insieme ai protagonisti.
L’autore scrive così nella dedica :
Al ragazzo che affronta la montagna, all’uomo che siede quieto sulla collina, alla donna che combatte contro le tenebre e, soprattutto, a chi ha smesso di scappare.
Ecco, c’è posto per tutti al seguito di Kandan e dei suoi amici.
Il finale,meno male, è apertissimo e questo fa ben sperare in altre nuove avventure.
Gli alberi che hanno radici forti portano buoni frutti.
Giancarlo Villa ne ha piantato uno bellissimo, nelle sue storie. Quello dell’amicizia e della riconoscenza.

[©Paola Sanna]

 

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