“L’amore finché resta” – Giulio Perrone

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4.67/5 (3)

AUTORE: Giulio Perrone
TITOLO: L’amore finché resta
EDITORE: HarperCollins Italia
GENERE: Narrativa

TRAMA

Quartiere Parioli. Tommaso è in mezzo alla strada, una valigia fatta alla bell’e meglio, l’immancabile abbonamento per la Roma in tasca e nient’altro. Ha quarant’anni e non avrebbe mai pensato di trovarsi improvvisamente senza moglie, casa e lavoro. La vita che Tommaso ha attentamente costruito negli anni, in equilibrio su un lavoro poco impegnativo e poco redditizio (psicoterapeuta per un ristretto numero di scombinati pazienti) e sulla rendita elargita dai facoltosi suoceri, crolla nei pochi minuti in cui sua moglie Lucrezia liquida il loro matrimonio come un completo fallimento. Adesso si ritrova solo, schiacciato da quello che ha fatto, ma soprattutto da quello che non ha fatto. Costretto a tornare ad abitare a casa della madre, in un quartiere popolare, inseguito dai creditori, Tommaso prova a reinventarsi in un saliscendi di equivoci, opportunità mancate e idee geniali non coltivate fino all’ultima, incredibile idea…
Un romanzo agrodolce e ironico che racconta chi scopriamo di essere quando non c’è più nessuno che riflette la maschera che abbiamo indossato per compiacere gli altri.

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RECENSIONI

Se state cercando un romanzo leggero, ma piacevole da leggere comodamente sdraiati sul vostro divano durante uno dei tanti pomeriggi di questa piovosa primavera, “L’amore finché resta” potrebbe fare al caso vostro.

Tommaso si ritrova, dall’oggi al domani, al capolinea del suo matrimonio, senza aver mai fatto davvero i conti con questa eventualità, pur consapevole dei suoi molti (e poco perdonabili) difetti; deve improvvisamente dire addio all’attico, alla macchina, a Piero-suo figlio-, e pure al suo studio di psicoterapeuta, ricavato all’interno dell’attico. Soprattutto, deve dire addio all’accesso al florido conto in banca del suocero. Tutto quello che gli resta sono l’abbonamento alla Roma, il Maggiolone (non cabrio) ereditato dal padre, e una manciata di regole sull’amore.

Nel corso delle pagine, Tommaso si renderà conto di quanto valore in realtà tutto ciò abbia in sé: l’abbonamento, ovvero il suo legame con un figlio che rischiava di perdere, il Maggiolone, simbolo della somma dei valori ereditati dal padre, e le regole, da poter rompere in qualunque istante.

Una bella storia di autoanalisi (ironico che il protagonista sia uno psicoterapeuta), di rinascita, di recupero del sé ideale che si aveva durante la giovinezza. La riscoperta di ciò che veramente conta per una persona.
La trama scorre agevole tra le pagine, dalle quali fanno capolinea diversi personaggi, alcuni ben definiti, altri più stereotipati, senza però stonature, e riesce a incuriosire il lettore fino alla fine, nonostante si intuisca più o meno cosa accadrà.

La storia è ben scritta, e si apprezza in particolare la differenza di registro tra narrazione e dialogo, troppo spesso sottovalutata, se non addirittura nemmeno presa in considerazione nella narrativa contemporanea: l’autore qui ha invece ben saputo fondere il dialogo con i diversi personaggi, adattandolo a seconda di età, carattere, classe sociale. In particolare, la parte iniziale del libro (soprattutto la prima decina di capitoli) rappresenta un ottimo esempio di narrazione.

[©Camilla Pulzato]

 

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