“Fili sottili” – Natasha Cavallo

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AUTORE: Natasha Cavallo
TITOLO: Fili sottili
GENERE: Thriller

TRAMA

Dorian è un poliziotto sulla quarantina, sposato, ma con un matrimonio che si trascina esanime verso la parola fine. Affiancato dall’amico e collega Fox, sta seguendo un caso di omicidio: una giovane ragazza incinta. Le indagini procedono a rilento, non ci sono testimoni e i pochi indizi sulla vita della giovane vengono forniti dalla vecchietta strampalata che abita al piano inferiore. I sospetti sull’ex fidanzato portando ad una pista morta. Lentamente la verità si farà strada, e l’inchiesta prenderà una svolta imprevedibile. Un viaggio a ritroso nel tempo, dove i flashback di Dorian e di Sophie porteranno alla luce qualcosa di inaspettato. Non possiamo fuggire dalle nostre scelte e Dorian dovrà fare i conti con la consapevolezza che la mente è composta da fili sottili, facili da spezzare e da sostituire

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RECENSIONI

Il libro d’esordio della giovane Natasha Cavallo è un thriller psicologico, dove l’efferato omicidio di una giovane donna coinvolge totalmente il detective Dorian. Chi può uccidere una ragazza incinta? Chi può essere così meschino da porre fine a due vite? Chi è il mostro?

Il primo sospettato è l’ex ragazzo di Sophie, ma la strada è troppo ovvia e sembra condurre ad un vicolo cieco. Dorian è ossessionato dal crimine, forse per la sua crudeltà, o forse perché riuscire nel lavoro è l’unica cosa che gli permette di sopportare il suo fallimento familiare. L’uomo è pieno di ombre, di fragilità ed inadeguatezze, e l’unico sostegno e conforto sembra arrivare dal suo amico e collega Fox, in quella tipica e irriverente amicizia maschile fatta di scherni e solidarietà. La nostra conoscenza del protagonista va di pari passo con la scoperta dei dettagli e segreti della vittima, un cammino lento, in cui la scrittrice dosa i piccoli indizi, come deboli stelle nella plumbea notte. Ci ritroviamo così frastornati dal colpo di scena che chiude la storia narrata dal Dorian e ci apre la seconda parte del romanzo attraverso gli occhi di Sophie. Usando la narrazione analettica, Cavallo ci porta nella vita della giovane, già segnata da grandi dolori, il cui cuore ferito viene sconvolto e risanato dall’amore imprevisto.

Ed è proprio l’imprevedibile il fulcro della storia; possiamo programmare la nostra esistenza, ma la più piccola decisione che prendiamo ha spesso ripercussioni che stentiamo ad immaginare, ed è proprio l’inimmaginabile ciò che travolge le nostre esistenze, nel bene e nel male. Sophie e Dorian si ritrovano a dover fare i conti con situazioni più grandi di loro, a trovare vie di uscita. A volte riusciamo ad alzarci e incamminarci verso nuove strade; altre volte, quando il dolore è troppo forte, entrano in gioco meccanismi difensivi inconsci, che tentano di salvarci da noi stessi, di preservare la nostra mente da ciò che siamo veramente capaci di fare. Ciò che colpisce del romanzo è la riflessione che il lettore è costretto a compiere, chiedendosi se davvero siamo certi di avere limiti invalicabili, o se c’è un mostro dentro di noi, nel quale speriamo di non imbatterci mai.

[©Gaia Del Riccio]

 

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