“L’arte di costruire una barca” – Jonathan Gornall

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AUTORE: Jonathan Gornall
TITOLO: L’arte di costruire una barca
TRADUTTORE: Francesca Crescentini
EDITORE: De Agostini
GENERE: Biografia

TRAMA

Jonathan Gornall è un uomo che per lavoro usa le parole, non le mani. È nato nel Suffolk, sulla costa inglese bagnata dal Mare del Nord, fa il giornalista e ama il mare più di ogni altra cosa. Cresciuto con il mito di navigatori e avventurieri, per due volte ha tentato di attraversare l’Atlantico a remi, rischiando seriamente di non tornare a casa vivo: la stella polare della sua vita adulta, insomma, è ancora quel senso di libertà e d’avventura incontrato leggendo da bambino “Il vento tra i salici” di Kenneth Grahame.

Da quando è nata sua figlia Phoebe, e la vita è cambiata di colpo, Jonathan non riesce a togliersi dalla testa un’immagine: quella di un ragazzo intento a costruire una barca, che campeggia sulla copertina di un libriccino di Rudyard Kipling. Quella figura, rimasta per anni assopita sotto la polvere di una mensola, sembra essersi ridestata per sfidarlo. E lui accetta la sfida.

Come romantico e visionario dono d’amore per Phoebe, Jonathan decide di costruire, pezzo per pezzo, quella barca: una barca tradizionale, di legno a fasciami sovrapposti, solo con l’aiuto delle sue mani morbide, di un senso pratico limitato e con alle spalle «un’ignominiosa collezione di disastri sul fronte del bricolage». Inizia così un viaggio duro e dolcissimo, fatto di fatica e dedizione, di grandi slanci e difficoltà all’apparenza insormontabili, di bonacce e paure: un viaggio che conduce Jonathan non solo a conoscere come pochi “L’arte di costruire una barca”, ma a mettere alla prova come mai aveva fatto prima se stesso e il proprio amore.


RECENSIONI

Jonathan Gornall è un giornalista freelance, figlio dei tempi moderni. Un giornalista 2.0, si direbbe, che passa gran parte delle sue ore davanti ad un pc. E come tale ha un’esperienza pressoché assente in tutti i lavori manuali e di bricolage. Ama le acque, senza distinzione, e le imbarcazioni, ed è cresciuto con il mito dei lupi di mare. L’Atlantico l’ha visto per due volte tentare, senza successo, la traversata. Quando diventa padre per la seconda volta decide, forse un po’ incautamente, di fondere l’amore per il mare e per sua figlia: decide di costruirle una barca. Chiama a raccolta i padri della carpenteria navale e si mette all’opera, con una sottile ma perenne angoscia che lo rende conscio della difficoltà della cosa.

Ma la consapevolezza più grande che ha è quella di non poter fallire. Questo libro è il diario di bordo di questa folle impresa. Non ha nulla da invidiare ad una vera e propria guida per principianti (o totalmente inesperti) su come costruire uno scafo; partendo dalla scelta del legname, passando per il montaggio del fasciame; è colmo di descrizioni più che dettagliate su ogni componente e sul suo assemblaggio, sugli attrezzi da utilizzare e le falle da evitare, fino all’ottenimento del risultato finale.

Che sarà molto di più di una semplice unione delle singole parti. Sarà il prodotto dell’amore di un padre per sua figlia, sarà la rappresentazione stessa di questo affetto primordiale. Che, contemporaneamente, protegge e lascia liberi di scegliere se affrontare il mare aperto o restare fermi a terra e sognare in vista dell’orizzonte.

[©Martina Caruso]

 

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