“Il libro del riso e dell’oblio” – Milan Kundera

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FRASI

“Gli uomini urlano di voler creare un futuro migliore, ma non è vero. Il futuro è solo un vuoto indifferente che non interessa nessuno, mentre il passato è pieno di vita e il suo volto ci irrita, ci provoca, ci offende, e così lo vogliamo distruggere o ridipingere. Gli uomini vogliono essere padroni del futuro solo per poter cambiare il passato.”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

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“…e la bellezza, per essere percepita, ha bisogno di un minimo grado di silenzio…la bellezza è ormai da tempo scomparsa. È scomparsa sotto la superficie del rumore- il rumore delle parole, il rumore delle automobili, il rumore della musica – in cui viviamo costantemente. …Ne è rimasta solo la parola, il cui senso è di anno in anno meno comprensibile.”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

 

“È stato allora che ho capito il significato magico del cerchio. Quando si è allontanati da una fila, è ancora possibile reinserirsi. La fila è una formazione aperta. Ma il cerchio si richiude e non ci si può tornare. Non per caso i pianeti si muovono in cerchio, e la pietra che se ne stacca si allontana inesorabilmente, spinta dalla forza centrifuga. Simile a un meteorite staccatosi da un pianeta, io sono precipitato dal cerchio e non ho finito, ancora oggi, di cadere.”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

 

“Per liquidare i popoli” diceva Hübl, “si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di una nuova cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E il mondo intorno a lui lo dimentica ancora più in fretta.”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

 

“Sapete quando due persone chiacchierano. Uno parla e l’altro gli toglie la parola: “Proprio come me, io…” e si mette a parlare di se stesso, finche il primo non riesce, a sua volta, a dire: “Proprio come me, io…”
Questa frase, proprio come me, io…può sembrare un modo di inserirsi per approvare, per continuare la riflessione dell’altro, ma è un abbaglio: in realtà essa è una rivolta brutale contro una brutale violenza, uno sforzo per liberare dalla schiavitù il proprio orecchio e per occupare con la forza l’orecchio dell’avversario. Giacché tutta la vita dell’uomo tra i suoi simili non è altro che una lotta per impadronirsi dell’orecchio altrui.”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

 

“L’amore è un privilegio e tutti i privilegi sono immeritati, e si debbono pagare.”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

 

“Basta così poco, un piccolo soffio di vento e le cose si spostano impercettibilmente e quello per cui un secondo prima si era disposti a dare la vita appare di colpo come un non-senso in cui non c’è nulla.”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

 

“Chi vuole ricordare non deve starsene fermo aspettare che i ricordi vengano da soli fino a lui! I ricordi si sono dispersi nell’immenso mondo e bisogna viaggiare per ritrovarli e farli uscire dai loro nascondigli!”

[Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio]

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