“Addio. Piccola grammatica dei congedi amorosi” – Carola Barbero

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AUTORE: Carola Barbero
TITOLO: Addio. Piccola grammatica dei congedi amorosi
EDITORE: Marietti
GENERE: Filosofia popolare

TRAMA

Non è forse vero che soffriamo per amore, che le nostre storie finiscono, che i legami si logorano e che più spesso di quanto vorremmo ammettere ci ritroviamo con il cuore in frantumi e gli occhi pieni di lacrime? E non capita con una certa frequenza di dovere o volere interrompere una relazione amorosa che ci rende tristi e insoddisfatti senza tuttavia riuscire a farlo? Perché non si può semplicemente accettare il cambiamento, l’inevitabile fine, e provare a dire «addio»? Questo libro cerca di rispondere analizzando i congedi amorosi attraverso quarantanove frammenti tratti dalla letteratura, dalla filosofia, dal cinema e dalla storia, percorrendo contro mano la strada già magistralmente esplorata da Roland Barthes nei “Frammenti di un discorso amoroso”. È un tentativo per guardare dentro le scatole nere di quegli aerei che sembravano progettati per portarci in paradiso e invece si sono schiantati contro un muro qualsiasi, ai piedi del quale osserviamo i resti di ciò che eravamo quando credevamo di essere tutt’uno con un’altra persona.


RECENSIONI

Sulla copertina di questo libro si legge: “ ADDIO – Piccola grammatica dei congedi amorosi”. E vi è raffigurata una donna, di spalle, che con una valigia in mano va via da qualcosa. O va verso qualcosa. Potrebbe andar via da una storia finita, da un amore consumatosi come la fiammella di una candela, da un “ti amerò per sempre”. O forse potrebbe andare incontro ad una nuova vita, ad un cuore che raccoglie i pezzi e si rimette in moto, potrebbe andar incontro ad un “MI amerò per sempre”. L’autrice allora, saggiamente, scrive un abecedario di queste situazioni che, prima o poi, hanno visto come protagonisti ognuno di noi. Un libricino che raccoglie, come un dizionario da tenere sempre in tasca, i significati di quelle sensazioni, emozioni, e stati d’animo che si susseguono alla fine di un amore. Citando testi, opere teatrali e canzoni che si sposano perfettamente con i concetti descritti, la Barbero ci dice che sì, la fine di una storia d’amore può accadere, molto più spesso di quello che si pensa, ma sta a noi cercare di renderla, se non più indolore, almeno più istruttiva.

È paradisiaco, all’inizio, sentirsi “due cuori e una capanna”, avere la sensazione di poter combattere contro il mondo intero se abbiamo di fianco la nostra dolce metà, sapere che l’altro ci ama perché siamo noi, esattamente così. E ci sembra altrettanto lontana la possibilità che la capanna possa diventare una prigione, che la voglia di combattere contro il mondo possa venir meno. Però succede. E lì sono pianti, notti insonni e occhi gonfi, se ci troviamo dalla parte dei “lasciati”. Oppure si tratta di prendere il coraggio a quattro mani e dire che semplicemente ci siamo stufati, amiamo qualcun altro, non è quella la vita che sogniamo, se siamo dalla parte dei “lascianti”.

In ogni caso restano bei ricordi, un passato innegabile, ma che forse si presta poco a ciò che è il presente. Ed è meglio aprire gli occhi e ammetterlo, piuttosto che deviare lo sguardo da ciò che ci sta davanti e adagiarci in una deprimente e vuota abitudine. Sulle orme dell’opera di Roland Barthes “Frammento di un discorso amoroso”, la scrittrice cerca, tra “Addio” e “Verità”, di mettere ordine in quelle enormi scatole che racchiudono le storie d’amore e il loro brusco finale, che di fretta abbiamo richiuso e nascosto chissà dove dentro di noi.

[©Martina Caruso]

 

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