“Finché il caffè è caldo” – Toshikazu Kawaguchi

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4.5/5 (2)

AUTORE: Toshikazu Kawaguchi
TITOLO: Finché il caffè è caldo
TRADUTTORE: Claudia Marseguerra
EDITORE: Garzanti
GENERE: Narrativa

TRAMA

ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

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RECENSIONI

Un minuscolo bar con pochi tavolini e sgabelli, tre orologi da parete che indicano ore diverse, nessuna finestra. In questi pochi metri quadri, angusti e surreali, le vicende umane si mescolano all’aroma del caffè, le tazze si riempiono e si svuotano proprio come la vita, che incede inesorabile volgendo lo sguardo al futuro e non torna mai indietro.

Ma qui, in questa originale caffetteria di Tokyo, si compie un prodigio: si può viaggiare indietro nel tempo. L’importante è rispettare poche regole bislacche, come sedersi a “quel” determinato tavolino e consumare il caffè prima che si raffreddi. Tuttavia, il ritorno al passato non consente di agire per cambiare il successivo corso degli eventi. Il futuro resterà immutato. E allora perché imbarcarsi in una tale avventura?

Tutti noi, al pari degli avventori del locale, abbiamo un conto aperto con il passato, desideriamo poter tornare indietro a pronunciare parole taciute per paura o superficialità, a compiere gesti rimandati e poi ineluttabilmente persi nel tempo. Una seconda possibilità non sempre è contemplata nella vita reale e ci portiamo dietro i rimpianti, i rammarichi, i desideri inespressi. Ci ritroviamo a fare un amaro bilancio di ciò che è stato per realizzare che il tempo ci è sfuggito di mano, si è messo a correre all’impazzata e ci ha lasciato attoniti ai nastri di partenza.

Ecco allora che la regola apparentemente più incomprensibile diventa la più significativa. Non possiamo tornare indietro per modificare il futuro perché dobbiamo imparare a vivere “qui e ora”.
Nel viaggio della vita, impegniamoci a riempire la valigia di emozioni, attimi, cuore. Ricordiamoci quanto sia prezioso un buongiorno, un sorriso, un’attenzione. Rendiamo intensa ogni singola tappa e viviamo appieno le relazioni umane, siano esse con persone che ci accompagnano per brevi tratti o attraverso lunghi sentieri.
Celebriamo anche noi stessi, diventiamo consapevoli del nostro essere, coccoliamoci nell’intimo silenzio del mattino, curiamo i fiori sul balcone, leggiamo pagine dei nostri autori preferiti. Momenti irrinunciabili e di strategica importanza, perché solo quando saremo in grado di amare noi stessi, potremo donarci alla vita incondizionatamente.
E finalmente, non sarà più necessario rincorrere spettri dal passato, ma potremo sederci a “quel” tavolino per gustare serenamente il nostro caffè, finché sarà caldo, sorso dopo sorso.
Una lettura leggera, un finale inaspettato e commovente, una gradevole pausa di riflessione.

[©Assunta Saragosa]

 

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