“Il morso della vipera” – Alice Basso

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5/5 (4)

AUTORE: Alice Basso
TITOLO: Il morso della vipera
EDITORE: Garzanti
GENERE: Narrativa

TRAMA

«Ogni mattina Anita si accomoda alla Olivetti e digita digita digita. Le storie che deve trascrivere sono belle. Anita coi personaggi entra subito in confidenza. Tempo due racconti e le sembra di conoscerli da una vita. In ogni storia il protagonista di turno si ritrova in un agguato, in una sparatoria, in una rissa. E Anita ormai lo sa che il personaggio ne uscirà intero, o perlomeno con buone prospettive di ripresa, perché sono racconti seriali, giusto? Mica lo fai crepare, il protagonista che deve tornare ancora e ancora, ci arriverebbe anche un cretino; eppure a ogni lama di coltello che balugina nel buio di un vicolo, a ogni sguardo nero dell’occhio cavo della canna di una pistola, a ogni sagoma minacciosa che si staglia contro la porta di una bisca, Anita trasale e digita più in fretta per vedere come andrà a finire.»

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Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa.

Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c’è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.

Tutto quello che passa dalla penna di Alice Basso risplende di unicità e stile. Dopo aver creato Vani Sarca, uno dei personaggi più amati degli ultimi anni dai lettori e dalla stampa, l’autrice torna con una nuova protagonista indimenticabile: combattiva, tenace, acuta, sognatrice. Sullo sfondo di una Torino in cui si sentono i primi afflati del fascismo, una storia in cui i gialli non sono solo libri ma maestri di vita.

Anita la serie:

Il morso della vipera
Il griso della rosa
Una stella senza luce


RECENSIONI

Torino, 1935. Anita, giovane e bellissima, è in procinto di sposarsi con Corrado, rampollo di una delle famiglie più benestanti della città. Insieme formano una coppia invidiabile e la vita matrimoniale accanto a Corrado è tutto ciò che Anita ha sempre desiderato. 

Il suo destino di moglie devota e madre amorevole sembra quindi già scritto quando però, improvvisamente e con una spiegazione che lascia perplessi i suoi familiari e il suo futuro sposo, Anita decide di rinviare le nozze.  

Con l’appoggio della fidata amica Clara e della sua ex professoressa Candida – le uniche a comprendere davvero le motivazioni che l’hanno spinta a prendere una decisione simile – la ragazza si mette in cerca di un’occupazione temporanea. 

Mettendo a frutto più l’astuzia che la competenza, la giovane torinese nata dalla penna di Alice Basso riesce a farsi assumere come dattilografa alle Edizioni Monné per battere a macchina i racconti gialli della rivista Saturnalia. 

Anita, che non ha mai brillato per doti scolastiche e non ha mai amato la lettura, si trova quindi catapultata, suo malgrado, in un mondo lontano anni luce da lei. Un mondo destinato, però, a riservarle molte sorprese. 

Ed infatti, le dichiarazioni sconvolgenti fatte da una anziana signora nel bel mezzo di una cerimonia del regime incuriosiscono Anita, al cui innato senso di giustizia si affianca, ormai, la passione per i gialli. Una tragedia avvenuta qualche anno prima diventa, allora, solo il punto di partenza di quella che sarà la prima indagine della nostra protagonista. 

In complicità con il suo capo, rivelatosi una persona ben diversa da quella che appariva inizialmente, Anita decide di cercare la verità, costi quel che costi. Diventa così lei stessa protagonista di un giallo dai contorni incerti e pieno di colpi di scena, degno dei racconti pubblicati nella rivista Saturnalia.  

Dopo l’indimenticabile Vani Sarca, Alice Basso – con lo stile intelligente e irriverente che la contraddistingue – ci regala un nuovo personaggio destinato ad entrare nel cuore dei lettori. 

Pagina dopo pagina, Anita si strappa di dosso l’etichetta di “bella e basta” che tutti – lei per prima – le hanno sempre attribuito. 

Scopre quindi che oltre l’aspetto, indubbiamente gradevole, c’è molto di più. 

Scavando sotto la superficie, Anita si rivela capace, intelligente, astuta, coraggiosa e determinata. Ma, soprattutto, libera. Libera di scegliere la vita che vuole, di dare voce ai suoi pensieri, di dare vita ai suoi progetti. 

Quella che ne viene fuori è una donna più consapevole delle sue capacità e dei suoi desideri, determinata ad inseguire i suoi sogni. Roba non da poco, in pieno regime fascista. 

L’uscita di emergenza da un destino già scritto diventa quindi, per Anita, il portone d’ingresso nella sua nuova vita, fatta di verità da riportare a galla e capacità inespresse che, finalmente, esplodono e la illuminano. 

Una vita che, c’è da scommetterci, è destinata ad appassionare lei e noi.  

[©Antonella Venturi]

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