“Ricordami nell’acqua” – Eloisa Donadelli

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4/5 (6)

AUTORE: Eloisa Donadelli
TITOLO: Ricordami nell’acqua
EDITORE: Sperlin & Kupfer
GENERE: Narrativa

TRAMA

Suo padre Dino scelse per lei un nome importante, Neve, che parlasse dell’acqua nella forma da lui più amata. L’acqua che, nel bene e nel male, aveva accompagnato la loro vita: limpida e dissetante, come quella di montagna, calda ed eterea, come quel vapore che avvolgeva le pozze termali, per le quali il suo paese natio, Aquasalus, era conosciuto. È l’ultima settimana di ottobre e Neve decide di lasciare Rocco, Milano e la loro vita insieme per tornare a casa, alle proprie radici, per salutare i suoi fantasmi.

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Sono passati vent’anni da quando suo padre, nota guida alpina, è scomparso sulle Alpi, durante un’escursione solitaria: il corpo non è mai stato rinvenuto e Neve si è sempre rifiutata di accettare la sua morte. Questo ritorno alle origini avrà per la giovane donna il sapore dolceamaro di un sacrificio e di una scoperta, necessario per affrontare la sua infanzia e le sue mancanze, per comprendere cosa significhi essere figlia prima di soccombere all’impossibilità di essere madre.


RECENSIONI

E’ la vicenda già nota della ricerca di sé, un filo rosso che scivola avanti ed indietro attorno alla figura della protagonista, Neve, la cui vita sembra ricomporsi ai nostri occhi, nonché ai suoi, in un ritmico oscillare tra il suo passato e quello dei suoi avi, ed un presente complesso, comprensibile a noi lettori, ma anche a lei, solo grazie a queste tessere del passato da ricomporre con cura. Sembra quasi che Neve ( nome non casuale) giovane donna come cristallizzata nelle sue paure, riesca a sciogliersi pian piano insieme alle scoperte dello stesso lettore.

Prende vita un itinerario, un percorso dell’anima fatto di pensieri via via maturati, di generazioni andate, dei loro lasciti pesanti tramandati alla discendenza, di pesi di cui liberarsi lungo il cammino. E Neve sembra incarnare l’epilogo vivente di questo lungo percorso. Forti i richiami all’ambiente montano in cui i personaggi sono immersi, anzi, sembrano fatti della stessa sostanza dei monti, dei boschi, della neve e dei ghiacci che vivono costantemente nei loro discorsi.

La metafora e la similitudine sono usati di frequente per rafforzare l’idea di una natura prepotente, che si impone, che prende, nasconde e che talvolta restituisce. Una storia fatta di concretezza, di terra che odora di sottobosco , di acqua di ruscello che scorre tra le dita, neve fredda che ricopre ogni cosa. Tutti elementi connotati di un forte simbolismo, volti a richiamare continuamente i tratti caratteriali dei personaggi. E’ una storia godibile, ben costruita sull’intreccio temporale che scivola continuamente tra piani temporali diversi. Una narrazione onesta, scorrevole, senza virtuosismi inutili né grandi pretese stilistiche. Una lettura scorrevole e gentile all’anima del lettore.

[©Alessandra Lucattini]
 
 

“Quando ti avvolgono nel loro freddo, te lo appoggiano sulle spalle, come un mantello in pieno agosto. Per liberarsi del proprio peso fossile. Vorrei che lo capissi il gelo che ho sulla pelle, non è mio, me lo hanno buttato addosso.
Spero che questo inverno non nevichi più. Divisi possiamo ancora fiorire.
Ti lascio.”
[Eloisa Donadelli, Ricordami nell’acqua]

L’inizio di questo notevole romanzo comincia con una separazione.

Neve, la protagonista, è una donna che cammina in superficie, inafferrabile, fragile, sa quel che vuole ma fatica a trovare una propria dimensione. 

La sua vita ha bisogno di una svolta decisiva ed è per questo che decide di lasciare Rocco, non perché non lo ami, ma per non ferirlo perché bastano già le sue ossa rotte a complicare le cose.

Intanto qualcosa, del suo paese natìo, la chiama con insistenza. Il suo passato fa troppo spesso irruzione ferendola e Neve avrà bisogno di “ammorbidirlo”, di darsi una possibilità, di voltare pagina senza guardare più indietro.

Inizia così una storia tra passato e presente, tra rapporti familiari complicati, cose sospese, persone amate scomparse prematuramente.

Saranno le Alpi a far da sfondo a questa storia, e saranno proprio le montagne a dare a Neve speranza, forza, coraggio.

La scelta di parlare della montagna non è casuale e nel libro lo si nota chiaramente.
L’autrice ha una grande passione per la natura, la montagna e nel testo non mancherà la poesia nel descrivere i paesaggi donando la sensazione di trovarsi nel luogo tracciato. La sua scrittura è decisa, matura, carica di passione.



Il cambiamento è l’epicentro di questo romanzo, la crescita interiore, la capacità di affrontare le situazioni e volgerle al bene per non permettere che ritornino sotto forma di fantasmi.
Il restare indietro non è contemplato, chiunque con il proprio bagaglio, brutto o bello che sia ha bisogno di riscatto, e a volte questo riscatto è possibile solo tornando alle origini e da lì andare solo avanti.
Ho apprezzato molto l’andare lento di alcune scene, mi hanno trasmesso pace, mi hanno accompagnato per mano pagina dopo pagina.


”Ricordami nell’acqua” lo descriverei in un’unica parola: dolce

[©Anysbook]

 

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