“L’indicibile inverno – Una storia bipolare” – Benedicta Froelich

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4.5/5 (2)

AUTORE: Benedicta Froelich
TITOLO: L’indicibile inverno – Una storia bipolare
EDITORE: Oltre Edizioni

TRAMA

L’indicibile inverno – Una storia bipolare” della scrittrice italo-svizzera Benedicta Froelich è la straordinaria storia di Apsley Cherry-Garrard, membro della spedizione “Terra Nova” in Antartide, scelto da Robert Falcon Scott nel 1910 per il ruolo di assistente biologo. A Cherry-Garrard toccò la sorte di essere l’unico superstite di quell’impresa nel corso della quale il Capitano Scott, nella marcia di rientro al campo base, perse la vita insieme ai membri della spedizione, tanto che, affetto com’era da sindrome “bipolare” o, se vogliamo, depressiva, per essere appunto sopravvissuto alla spedizione, si trovò in seguito afflitto da un disagio psichico talmente forte e prevaricante da perseguitarlo per tutta la vita, fino a scatenare in lui addirittura il grave attacco di catatonia dei suoi anni maturi.

Nel romanzo, il compito di scriverne la storia Benedicta Froelich lo affida a Frida, una ragazza a sua volta affetta da sindrome bipolare, mettendo così a contatto il suo malessere con quello di Cherry-Garrard, dando vita a una sorta di testimonianza della sua empatia e solidarietà nei confronti di quell’uomo. Ciò le consentirà di essere così ricettiva verso il suo dramma da raccontarlo specchiandosi in lui e, a sua volta, introiettando il personaggio dentro di sé, così trovando la propria salvezza e liberazione.
Il risultato è un’opera che, attraverso una scrittura peraltro di grande intensità, mostra tutta la sua originalità nel coniugare avventura e malattia, passato e presente, vita e morte.


RECENSIONI

Difficile.
Se dovessi usare una sola parola per descrivere questo romanzo userei: difficile.
L’idea di partenza è molto bella. L’avventura in antartide, la fatica, la cronaca di fatti realmente accaduti.
Ma l’autrice si dilunga troppo in descrizioni, levando ogni possibilità di immaginazione al lettore. Periodi e frasi molto lunghe, si rischia di perdere il filo molte volte.
Insomma queste 400 pagine mi sono pesate un po’.
Nonostante tutto apprezzo e ammiro la scrittura estremamente corretta e l’alternanza delle due storie che si sovrappongono. Gli argomenti trattati sono delicati e profondamente importanti.
Libro per coraggiosi.

[©Paola Sanna]

 

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