“Gabbiani nella tempesta” – Einar Karason

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Libro in uscita il 20 ottobre 2020

AUTORE: Einar Karason
TITOLO: Gabbiani nella tempesta
TRADUTTORE: Stefano Rosatti
EDITORE: Einaudi
GENERE: Narrativa

TRAMA
Febbraio 1959. Una tempesta violentissima si scatena al largo dell’isola di Terranova, una delle aree più pescose del mondo. Quel tratto di mare generoso è diventato una trappola di ghiaccio: proprio lì naviga il peschereccio islandese Máfur con i suoi trentadue uomini a bordo. Soli, contro la forza della tempesta. Einar Kárason, partendo da una storia vera e da una vera tempesta che travolse alcuni pescherecci islandesi al largo dell’isola di Terranova, ha scritto una storia di mare. In Gabbiani nella tempesta l’impresa impossibile è una semplice virata, che porterebbe in salvo il peschereccio Máfur e il suo equipaggio. Ma sull’Atlantico del Nord, appena a sud della Groenlandia, si è scatenata una tempesta mai vista, che dura più di tre giorni e tre notti consecutive.

Onde alte anche venti metri si abbattono sul peschereccio con una violenza inaudita e l’acqua, a contatto con il ponte dell’imbarcazione e con gli strumenti di pesca, si trasforma immediatamente in ghiaccio che tutto ricopre e appesantisce. La nave potrebbe rovesciarsi da un momento all’altro e in quell’acqua un uomo può resistere solo pochi minuti. Per cercare di scampare al loro destino, i marinai devono compiere un’operazione paradossale: distruggere quanto più possibile del loro peschereccio senza affondare, anzi, per non affondare.

Devono gettare fuori bordo tutto ciò su cui il ghiaccio si aggrappa: le gru per le reti da pesca, le scialuppe di salvataggio, i loro sostegni… E tutt’intorno arrivano al marconista segnali di emergenza da altri pescherecci che poi scompaiono nelle acque ghiacciate: nessuno può aiutare nessuno. Uomini e navi sono soli come gabbiani nella tempesta. I corpi sono sfiniti, gli animi sull’orlo della disperazione, ma con poche parole e con gesti essenziali, l’intero equipaggio, dal capitano al marinaio più giovane, diventa un unico essere vivente. Caparbio, precario, questa volta immortale.

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