“La donna degli alberi” – Lorenzo Marone

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FRASI

“Mi cercava lo sguardo, e mi ha messo a posto un ciuffo di capelli in burrasca col gesto posato di chi sa dosare la forza, dell’artigiano che si prende cura dei dettagli della sua opera.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

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“[….]A volte qualcuno decide di non restare e si prende così anche i bisogni incompiuti degli altri.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“…ho riempito il bicchiere al mio amico con il vino di fine bottiglia e abbiamo bevuto senza sete,toccando i calici nel segno del Brindisi. A me,a lui,a chi ti viene a cercare anche quando ti nascondi…. “

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Sono stata donna in fuga. In me c’era l’inquietudine della partenza, la vulnerabilità del sopravvissuto, camminavo con il passo spezzato. Mi costruivo le ritirate che non ho preso, ho accettato gli allontanamenti che non ho scelto, ho accolto chi è entrato nella mia vita per evadere dalla sua, sono stata fuggiasca e non vincitrice, rincorsa ma perdente. Ora inseguo l’amor proprio, coltivo il piccolo ambizioso progetto di non restare dove non c’è amore. Mi ritaglio lo spazio per ripassare le mie mancanze,e mi affanno a farmi trovare preparata spettatrice del minuscolo che accade. Mi propongo di mantenere inviolata la fame di vivere pienamente. In armonia con quello che c’è, con chi c’è. Cerco la fede senza fede. Lascio la mia vita, per costruire un nuovo pezzetto di terra da abitare, da seminare e far fiorire. Imparo a stare, senza rimpianti, senza voler essere continuamente altrove. Questo è il mio onesto patto da onorare. Il mio piccolo contributo.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“…Me la sono meritata una nottata libera,ho meritato un po’ di sonno giusto e il risveglio dei poeti,questo amore scombinato che si nutre di voragini e toglie l’erba gramigna dalle crepe che le parole lasciano sulla carne…”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“….Però se devo vivere, piccola stella cadente in questa notte buia come tante, allora devo credere. Perciò,ti prego, se puoi, portami un po’ di forza per aiutarmi a inseguire ancora l’assurdo, rendimi stupida un altro giorno, così che possa pensare di riuscire a mettere armonia nel mondo coi miei gesti. E solo dopo fammi libera.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“….Penso alla farfalla che si posa sul fiore e agita piano le ali per prendersi il calore del sole che l’aiuterà a volare per il resto del giorno, tra boschi e sopra ruscelli, in cerca dell’unico atto d’amore prima della scomparsa silenziosa in un ciuffo d’erba, dentro un campo fiorito che canta incessante. Nelle anime leggiadre e con poca vita davanti, che pure si battono per dare valore al loro piccolo tempo, così sciocche da essere ammirevoli, vedo tutta la miserabile incapacità dell’essere umano di cogliere l’effimero, la nostra pigrizia e inettitudine. Stolti come falene, attendiamo la notte e teniamo chiuse le ali, perdendoci tutto il cielo che c’è.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Non voglio essere sola, voglio saper stare da sola, le poche persone davvero felici che la vita mi ha messo davanti ne erano capaci.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Ho capito che la sua felicità, come la mia, è fatta di sapori, odori, suoni, la sua felicità, come la mia, è costruzione quotidiana, fatica.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Ho sostato li dove gli alberi smettevano di rincorrersi e mi sono ritrovata a riflettere sul mondo distratto che ho lasciato a valle, su quanto sia impossibile oggi essere e restare in un solo pensiero, quanto sia difficile metterci concentrazione, ritagliarsi del tempo da dedicare ad un’attività, seppure piccola come raccogliere ramoscelli per il fuoco.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

” Mamma qui si fermava a raccontarmi la storia del masso che si stacca dalla roccia e rotola a valle, per adagiarsi, spossato, sul bordo del fiume, ad aspettare che la corrente lo porti via.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

” A metà della salita c’era un albero caduto, un maestoso faggio con il legno fradicio ancora vivo, (..). Ogni anello è un anno di vita della pianta, racconta come questa ha vissuto, quali eventi ha dovuto superare (…).
Gli anni lasciano tracce anche dentro di noi.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Gli ho sussurrato con le mani nelle tasche che mi sono sentita terribilmente sola quassù, ma mai abbandonata, e che tutto finisce, e anzi le cose durano proprio poco, già lo sappiamo in fondo, ma questo non ci impedisce di amarle.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Ci sono persone che riescono a ripararti con poco, solo rimettendo insieme i cocci. A volte piccoli equilibri si spezzano e le cose tornano a posto, e ti si aggiusta la vita. A volte non c’è da cambiare, solo da riordinare.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Di queste giornate, di quest’anno, conserverò poche parole, rammenterò i silenzi che mi hanno dominato, quelli dai quali nasciamo e nei quali moriamo, il silenzio della montagna che chiede di essere ascoltato, quello degli abitanti del bosco di notte, […] i miei stessi silenzi, che mi hanno spaventata a volte.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“L’attesa costringe all’ascolto, è vuoto non riempito, osservazione e silenzio, preparazione.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“A volte si tratta solo di non riempire il vuoto a tutti i costi, di scegliere di non volere niente dalla vita e accogliere la paura che non ha motivo.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Pensavo a mia madre, alla domanda sua e di tutte le madri, hai mangiato? , che calava dall’alto come minaccia e mi toglieva spazio, e che adesso, da qua, mi appare come la più calda delle carezze.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Sono tornata a casa seguendo la linea del ruscello, ho portato con me un mazzo di margherite, e sul bordo della montagna mi sono messa in punta di piedi per ammirare la Valle che si colora di giorno in giorno.
E ho sentito di avere un cuore ancora giovane.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Mi piace pensare che ciò che costruisci, il bene che doni, ti ritorna sempre in qualche forma.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“(…). Perché in una notte ho capito ciò che non capivo, ciò che mi tocca compiere e che dà un senso alla mia sopravvivenza: aiutare le piccole cose del mondo a sbucare dal niente e farsi vita, in ogni variegata forma.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

“Con gli aghi di abete fra i capelli ho ballato nel sottobosco, il silenzio assoluto e impenetrabile non mi rendeva abitante solitario, non siamo mai soli al mondo, lo diventiamo se smettiamo di ascoltare e ci asserviamo alla fretta, il vizio capitale del nostro tempo, se ci lasciamo sedurre dalla facile idea che la felicità sia di ricercare, non qualcosa a cui prestare attenzione.”

[Lorenzo Marone, La donna degli alberi]

 

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