“Omicidio ad alta quota” – Maria Rosaria Pugliese

Un indagine per il commissario Nino de Santis

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4/5 (3)

AUTORE: Maria Rosaria Pugliese
TITOLO: Omicidio ad alta quota
EDITORE: Fratelli Frilli Editore
GENERE: Narrativa gialla

TRAMA

Lo stilista Giosafat Gori, fiorentino di nascita, milanese d’adozione, ambasciatore della moda italiana nel mondo, viene avvelenato sul volo AF 4504 con destinazione New York. L’omicidio scuote l’ambiente delle passerelle e suona quasi come una beffa per chi deve occuparsi del caso, perché il commissario Nino de Santis – meridionale, in servizio presso la Questura di Milano – non ha mai messo piede su un aereo e neppure conta di farlo. Nel poliziotto, bonariamente sarcastico, che ha abbracciato le abitudini della metropoli del Nord, anche grazie all’amatissima moglie meneghina, continuano a fremere le radici della propria terra allungata sul mare, il borgo costiero più piccolo d’Italia. Ed è con la stessa grinta con la quale gli antenati affrontavano il mare in tempesta e i predoni saraceni, che prende a navigare tra una miriade di informazioni contenute in un’agenda rinvenuta dalla figlia della vittima, Margot, un’inglese che non sembra un’inglese.

A fargli da bussola è l’intuito dell’investigatore di razza. Si schiude così l’universo della Mondial Glamour, facendo emergere, al di là della patina dorata, l’affollata solitudine di Giosafat Gori, gli intrecci meschini dei soci, Galbiati e Castelli, entrambi snob e principali indiziati, le ambizioni distruttive di modelle straniere, la febbre spasmodica per il tavolo verde, la ricerca ossessiva della bellezza e della forma perfetta. Un gioco di specchi, dove l’importante è apparire. Quasi come una scappatoia da questo cosmo in sé conchiuso è l’amicizia di Gori con un modesto artista, Mirko Lucchesi, la cui conoscenza risale al tempo in cui lo stilista ancora non apparteneva al gotha della moda. A spianare la strada alla verità sarà il dvd custodito da fra Leopoldo, un francescano enigmatico quanto erudito della Basilica di Santa Croce, in Firenze, dove de Santis si recherà, in breve trasferta, per incontrarlo, rimanendo estasiato dalla profusione di meraviglie del Tempio delle Itale Glorie.


RECENSIONI

Giosafat Gori, toscano d’origine e milanese d’adozione, è un affermato stilista. Fondatore della Mondial Glamour, la sua fama si è spinta oltreoceano. Confezionando abiti per personaggi famosi, è riuscito ad affermarsi anche in America, divenendo addirittura amico del presidente degli States.
Dalla personalità mite, gentile ma geniale, ha numerosi collaboratori che lo stimano, professionalmente e personalmente. Una figlia ritrovata dopo anni, un’abitazione di lusso ed una carriera sfavillante, che lo ha visto protagonista di numerosi red carpet.

L’ennesimo impegno di lavoro lo costringe ad intraprendere un viaggio per l’America. Occuperà il suo posto in aereo, ovviamente in prima classe, ma non farò più ritorno: Giosafat Gori rimarrà ucciso in quell’aereo. E non in seguito ad un incidente del velivolo. Lo stilista verrà ucciso per avvelenamento.
Antonino de Santis, commissario della Questura di Milano avrà l’onere di sbrogliare la matassa di eventi che sta dietro l’uccisione di Gori. Partirà dall’ambiente a lui più vicino, quella famiglia composta dalla sua unica figlia Margot, per poi addentrarsi nell’ambiente cosparso di strass e lustrini della moda, tutto apparenza e poca sostanza. Quei due soci molto meno affiatati di quanto vogliano far trasparire, l’assistente Marta Vannini dal passato incerto e tumultuoso.

Nino si addentrerà nella vita, all’apparenza lineare, dello stilista, ripercorrendo abitudini, scoprendo antichi legami. Con la pressione mediatica addosso, che il caso ha inevitabilmente sollevato, de Santis insieme a Paolo Lezzi, amico e collega, traccerà un tetro percorso che collega Milano, Cina e America. Le idee avanguardiste e rivoluzionarie elaborate dal Gori diventeranno merce di scambio per soddisfare piani elaborati e criminosi, nei quali la vita dello stilista sarà solo un elemento di fastidio, di cui liberarsi appena possibile.

Metodico, preciso, questo libro si configura come un giallo raffinato ed elegante, come il caso di cui racconta. Una storia realistica e ben strutturata, che racconta senza filtri le bassezze dell’animo umano. La storia, che si muove sul filo sottile che separa apparenza e realtà, risulterà scorrevole da leggere e accattivante, anche senza eccessivi colpi di scena.

[©Martina Caruso]

 

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