“Malinverno” – Domenico Dara

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FRASI

“Perché è questo uno dei grandi paradossi dell’uomo: il senso della vita viene dato dalla morte. E’ da lì che nascono il rimpianto, il senso del tempo, la nostalgia, la tristezza, la bellezza di alcuni sguardi, la dolce malinconia di certe carezze, i gesti d’amore che portano il peso inconsapevole della perdita, perché quando si bacia qualcuno perché davvero si vuole baciarlo, dentro di noi temiamo che quella cosa potrebbe non più essere, e per questo è bello farlo, perché potrebbe scomparire, potremmo non più baciare, non più accarezzare, e sono queste le gioie che rimangono, le tristezze che nutrono.”

[Domenico Dara, Malinverno]

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“E invece Margherita era svenuta dimostrando che fra le infinite combinazioni del cuore, ogni tanto qualche incastro funzionava e combaciava, che a volte si può amare un estraneo allo stesso modo in cui si amano i figli, per natura, eternamente.”

[Domenico Dara, Malinverno]

 

“Lei c’era, il mio desiderio si era avverato e anche solo la possibilità di incontrarla di nuovo impreziosiva il tempo a venire.”

[Domenico Dara, Malinverno]

 

“Ci si abitua a tutto. Alla solitudine, al dolore, alle stagioni che cambiano, all’apparente lentezza del tempo, agli amici che pass ano, ai ricordi che svaniscono, alla memoria che si assottiglia, all’umidità sul muro, al silenzio nelle strade, ai perfidi spifferi delle finestre, alla pigrizia dei muscoli,alla luce accecante dell’estate, alla nostalgia, alla tristezza, a un amore che finisce, ai sapori indistinti su papille filiformi. A tutto, finanche alla morte. Ogni evento che al suo manifestarsi ci appare troppo grande per sopportarlo, e che al momento in cui lo viviamo sembra schiacciarci definitivamente, ​gravare su ogni cellula del corpo, va prima o poi ad allinearsi tra i fatti consueti della quotidianità, l’abbandono a fianco della bottiglia d’olio, la disperazione tra le camice nel cassetto, la tristezza tra i libri sulla mensola. E anche la morte della persona che amiamo, la morte che esaurisce le lacrime e i pensieri, l’evento che sembra interrompere il tempo, cancellare ogni domani, azzerare il futuro, quella morte che sembra la nostra morte, anche la morte s’esaurisce, si impoverisce, anche quella diventa una maniglia cigolante, il pomo di un appendiabiti, un calzino spaiato, una stella cadente vista all’ultimo momento. Ci si abitua a tutto, anche alla morte.”

[Domenico Dara, Malinverno]

 

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