“Quando le montagne cantano” – Phan Que Mai Nguyen

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5/5 (4)

AUTORE: Phan Que Mai Nguyen
TITOLO: Quando le montagne cantano
TRADUTTORE: Francesca Todicchi
EDITORE: Nord
GENERE: Oriente

TRAMA

Dal loro rifugio sulle montagne, la piccola Huong e sua nonna Dieu Lan sentono il rombo dei bombardieri americani e scorgono il bagliore degli incendi che stanno devastando Hanoi. Fino a quel momento, per Huong la guerra è stata l’ombra che ha risucchiato i suoi genitori, e adesso quell’ombra sta avvolgendo anche lei e la nonna. Tornate in città, scoprono che la loro casa è completamente distrutta, eppure non si scoraggiano e decidono di ricostruirla, mattone dopo mattone.

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E, per infondere fiducia nella nipote, Dieu Lan inizia a raccontarle la storia della sua vita: degli anni nella tenuta di famiglia sotto l’occupazione francese e durante le invasioni giapponesi; di come tutto fosse cambiato con l’avvento dei comunisti, per i quali possedere terre era un crimine da pagare col sangue; della sua fuga disperata verso Hanoi senza cibo né denaro e della scelta di abbandonare i suoi cinque figli lungo il cammino, nella speranza che, prima o poi, si sarebbero ritrovati. E così era accaduto, perché lei non si era mai persa d’animo. Quando la nuova casa è pronta, la guerra è ormai conclusa.

I reduci tornano dal fronte e anche Huong finalmente può riabbracciare la madre, Ngoc. Ma è una donna molto diversa da quella che lei ricordava. La guerra le ha rubato le parole e toccherà a Huong darle una voce, per aiutarla a liberarsi del fardello di troppi segreti… La saga di una famiglia che si dipana lungo tutto il Novecento, in un Paese diviso e segnato da carestie e guerre, dittature e rivoluzioni. Tre generazioni di donne forti, che affrontano la vita con coraggio e determinazione. Una storia potente e lirica insieme, che ci ricorda il valore dei legami familiari e gli ostacoli che siamo disposti a superare per rimanere accanto alle persone che amiamo.


RECENSIONI

Più leggevo, più le guerre mi facevano paura. Le guerre avevano il potere di trasformare in mostri popoli colti e civili.
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La guerra, qualunque sia la prospettiva da cui si guarda, é ingiusta in un modo che non trova parole idonee per parlarne.
Questo é quello che subito ho pensato finito questo romanzo storico che parla del Vietnam e delle guerre che lo hanno abbruttito e messo in ginocchio durante il Novecento.

Sono felice di aver letto Quando le montagne cantano perché ho colmato una lacuna: so troppo poco del Vietnam ed é stato arricchente conoscerlo tramite il cammino che fa una famiglia dentro la Storia, la sua storia, la storia del suo paese.

É un libro potente e la potenza è conseguenza del fatto che é un romanzo decisamente
declinato al femminile; la forza, la speranza, la vita che hanno le donne di questo romanzo sono potenti.

Le due meravigliose ed incredibili protagoniste sono Huong e a nonna Dieu Lan, che vivono ad Hanoi e sono costrette, come tutti negli anni Settanta, a fare i conti con i bombardamenti e tutto ció che ne consegue. Comincia così la storia di una famiglia che purtroppo ha già vissuto il dramma della guerra in passato.

Dieu Lan é una figlia prima, poi una madre ed una nonna che convive da sempre con la guerra e tutto il dolore che dona la guerra. La separazione e l’incertezza devastano. Questa forte nonna é la memoria storica non solo di una famiglia ma soprattutto di una nazione.
Dieu Nan comincia a raccontare per amore, lo fa per infondere speranza alla nipote, cosí racconta il suo terribile passato fatto di privazioni, sofferenze e ostacoli all’apparenza insormontabili. E lo fa per tranquillizzare la sua Houng. La vita si diverte a presentarci prove difficili ma mai impossibili.

Da qui parte una storia che si dipana su due fronti: il ricordo della nonna ed il presente con la nipote. Talvolta la storia sembra ripetersi. Le sofferenze della famiglia di Houng sembrano destinate a ripetersi: il padre non torna a casa dalla guerra e la madre rientra profondamente cambiata. Ed ecco che le generazioni, che sono i piani di racconto, diventano tre.
In mezzo a privazioni, miseria e dolore si erge una grande consolazione, insieme ai canti e alla forza d’animo della nonna, la lettura. Citati qua e là titoli di libri che salvano la piccola Huong. La conoscenza è l’unico strumento in grado di salvare l’umanità (che pagine meravigliose quelle). Diverse e difficili sono le prove che Houng e la nonna sono costrette ad affrontare e vale la pena leggerle, una dopo l’altra.

Al lettore viene offerta una grande lezione: vedere la cittadina di Hanoi devastata eppure pronta a ricominciare, incrociare lo sguardo di una donna anziana stanca ma mai arrendevole, sentire i battiti accelerati e le farfalle nello stomaco quando incrocerete il viso e il respiro di un compagno di banco, es infine l’occasione di commuoversi quando si sentirà l’odore della malattia e della morte imminente.

Questo libro é scritto benissimo, ed é sorprendente leggere una storia durissima scritta con una leggerezza unica nel suo genere, quella leggerezza trasporta il lettore in un altro posto, lo educa ad un’altra cultura e lo fa immergere in usi e modi distanti dai propri.
L’autrice fa toccare quelle montagne…
Consigliatissimo a chi ama le saghe familiari e i romanzi storici.

[©Maria Elena Bianco]

Con il suo romanzo d’esordio l’autrice è riuscita a dar voce alla storia del Vietnam attraverso le parole delle protagoniste, donne coraggiose e tenaci, capaci di correre ogni rischio pur di mantenere unita la propria famiglia.

Il romanzo è molto scorrevole, ma allo stesso tempo affronta temi assai profondi: la paura, le ingiustizie, l’abbandono e il bisogno di ricostruire la propria vita fanno immergere il lettore in maniera totale. I personaggi sono complessi e tormentati dal contesto storico e dalle tragedie che li hanno colpiti. Ciò nonostante riescono comunque a vedere il positivo in ogni situazione: la saggezza della nonna va oltre ogni limite e non potete non affezionarvici. La trama è ulteriormente impreziosita da modi di dire in lingua vietnamita.

Consiglio assolutamente questo libro in quanto seppur trattando di avvenimenti storici lontani da noi a livello territoriale, fa capire come la guerra, in qualunque forma o territorio si sviluppi, lasci sempre dietro di sé morte, distruzione e paura.
Voto personale 5 su 5

[©Alessia Bombino @il_segna_libro__]

 

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