“Le ripetizioni” – Giulio Mozzi

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Libro finalista Premio Strega 2021

AUTORE: Giulio Mozzi
TITOLO: Le ripetizioni
EDITORE: Marsilio
GENERE: Narrativa

TRAMA
Mario è un uomo che inventa storie, modifica la realtà, non è interessato alla verità, né sulle cose né sulle persone. Mario sfugge, per indolenza, all’obbligo di capire che tutti ci lega e tutti ci frustra. Vuole sposare Viola ignorandone la doppia, forse tripla vita. Anni prima è stato lasciato da Bianca, subito prima che nascesse Agnese, che forse è sua figlia o forse no. Tuttavia, se Bianca, spuntando dal nulla dopo anni, chiede aiuto, Mario subito accorre, disponibile ad accollarsi la paternità. È succube di Santiago, un ragazzo dedito a pratiche sessuali estreme, e affida alle fotografie la coerenza e consistenza della propria vita. Se dei giorni della vita di Mario possiamo dire – quasi sempre è il 17 giugno –, degli spazi in cui Mario si muove non siamo certi. La ripetizione è l’unica realtà di Mario.

Con una scrittura avvolgente, sensuale e che procede per variazioni capitolo dopo capitolo, pur conservando un incalzare ipnotico, Giulio Mozzi in questo suo romanzo guida il protagonista, e chi legge, attraverso avventure in parte reali e in parte – ma la cosa è sempre indecidibile – del tutto immaginarie, portandoli a sfiorare le vite strane e misteriose di personaggi senza nome – il Grande Artista Sconosciuto, il Terrorista Internazionale, il Martellatore di Monaci, il Capufficio – che Mario contempla come enigmi incomprensibili e rivelatori. Arrivando, nell’ultima pagina, alla più orribile delle conclusioni.


RECENSIONI

“Il tempo è una somma di infinite ripetizioni con minime variazioni, infinite minime variazioni conducono alla cancellazione di tutto. Presto o tardi. Per il tempo, presto o tardi non fa differenza. Per il tempo, ora è come qualsiasi allora.”
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Che libro. Che romanzo. Che esperienza. Io intanto esordiscono così per un romanzo mai letto prima, un libro che non potrò mai dimenticare. Non posso non dire che questo libro ha richiesto molta pazienza, molto stomaco, molta attenzione, molta riflessione. Ho finito di leggerlo da giorni eppure ancora compongo il puzzle in testa.
Protagonista Mario, uno particolare dalla vita particolare. Lui è un quarantenne, uno scrittore discretamente famoso che vive più vite nella sua vita apparentemente lineare. Di lineare però c’è solo il tempo che scorre in avanti.
Doppie e triple vite si intersecano in una costruzione narrativa del tutto statica, infatti non c’è una storia che tende in avanti, che tende a far fare passi evolutivi ai protagonisti, no. Però c’è tanta vita, tanti ricordi, tante “ripetizioni”. Ed in ogni ripetizione un dettaglio cambia. Quale sarà il ricordo vero? Nessuno o tutti? Il ricordo di per sé non può mai essere fedele alla realtà perché altro non è che il frutto della selezione della nostra mente, del nostro essere. Mario mi ha turbato, mi ha disturbato eppure mi ha tenuta legata a quei quadri narrativi, mi ha tenuta incollata. Viola, Bianca, Agnese, Gas, Santiago…satelliti necessari per conoscere Mario, per seguire le ripetizioni, per ricostruire la storia. Che Mozzi ci abbia dedicato tanto è palese, vent’anni investiti su queste pagine.
A mio avviso geniale e indimenticabile.
Una esperienza, mi ripeto volutamente.
Impossibile catalogare questo romanzo, e se Giulio Mozzi voleva esordire alla grande lo ha fatto magistralmente.

Fatico a consigliarlo anche se vorrei lo leggessero tutti ma…non è per tutti.

[@Maria Elena Bianco]

 

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