Non è stato facile, ma sono qui…

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No, non è stato facile.
Non lo è stato quando hanno annunciato che eravamo in piena pandemia, quando hanno chiuso le scuole, quando dovevo spiegare a mia figlia cosa stava succedendo e quando qualcuno ha cominciato a decidere sulla nostra libertà. Non è stato facile stare in casa e non vedere i miei cari, per ubbidienza e anche per rispetto. Non è stato facile tacere quando intorno altra gente se ne fregava.
No, non è stato facile.
Il mondo all’improvviso si è fermato e le mie certezze sono crollate, fino al giorno prima era all’ordine del giorno occuparsi di cose senza senso, poi tutto ha acquisito un senso.
Ogni sorriso è diventato prezioso, ogni respiro, ogni risparmio… tutto ha cominciato ad avere un senso.
No, non è stato facile, ma non ce l’ho con questo 2020 che è appena terminato e sicuramente non sarà un numero in più a cambiare le cose.
Non è stato facile concludere l’anno e lasciar andare via una persona che reputavo amica.
Non è stato facile crescere un altro po’.
Non è stato facile dover giocare a “La vita è bella”, ma è stato bello cominciare ad insegnare ai miei figli cosa è davvero importante.
Non è facile spiegare quello che sento, quello che sono.
Sulle tracce del passato ho bisogno di migliorare il futuro, ed è per questo che un po’ barcollante ma non distrutta, sono qui.
Sono quella che sono e non cercherò di essere altro, voglio essere migliore ma non per la gente…
Voglio crescere, maturare, aiutare, pensare positivo… vorrei… mi impegnerò.
Alcune cose sono passate, altre no… sicuramente la mascherina non voglio sia una normalità e l’indifferenza e cattiveria della gente non voglio diventi abitudine.

Vorrei, sì vorrei tante cose. A volte una rivoluzione, a volte la pace…
Insomma voglio fare della mia vita un dipinto migliore. E così sia ogni giorno…

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