“Fiaba di Natale” – Simona Baldelli

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FRASI

“Non voleva essere compatito, lasciare una impressione di pena. Lui era un funambolo e la sua strada era ornata di morte, ma non voleva si sapesse. Il giorno in cui avesse ispirato pietà, sarebbe stato quello giusto per ritirarsi.
Ma non era ancora arrivato. C’era così tanta vita sul filo.”

[Simona Baldelli, Fiaba di Natale]

 

“Siamo creature di passaggio, che si credono onnipotenti in un guizzo di vanità e follia.”

[Simona Baldelli, Fiaba di Natale]

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“Lui avvertì subito nostalgia della figlia. Aveva tante cose da dirle, per esempio ammettere che quell’ultima traversata era una cartolina di Natale, inviata per chiamarla lì.”

[Simona Baldelli, Fiaba di Natale]

 

“Come ho fatto a non pensarci prima, si disse, non é più potente chi é più forte, ma chi è capace di adattarsi. E non c’è nulla di più mutevole dell’aria.
A partire da quel giorno, ogni volta che si fosse trovato a fronteggiare folate improvvise, lui si sarebbe trasformato in vento.”

[Simona Baldelli, Fiaba di Natale]

 

“- “Che cosa sono le stelle?”, gli aveva chiesto la bambina.
– “Sogni”, le aveva risposto. “E ne abbiamo un gran bisogno, perché sono i sogni a dare origine ad ogni cosa.”

[Simona Baldelli, Fiaba di Natale]

 

“L’emozione scaturita dall’incontro con la persona amata non procura minori reazioni chimiche del fulmine nato dallo scontro di due nubi. Fisica, matematica, pulsare dei corpi, esplosione di acqua e fuoco.
L’universo racconta le proprie emozioni attraverso i numeri.”

[Simona Baldelli, Fiaba di Natale]

 

“I calcoli, le equazioni, lo affascinavano. Di norma le persone ne erano infastidite o spaventate perché non sapevano che la natura si spiega attraverso di essi. Gli elementi ordinano i propri impulsi con formule matematiche così come i poeti codificano l’animo con versi e rime.”

[Simona Baldelli, Fiaba di Natale]

 

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