“Lacci” – Domenico Starnone

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AUTORE: Domenico Starnone
TITOLO: Lacci
GENERE: Narrativa
EDITORE: Einaudi

TRAMA

“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie”. Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità.

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Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.


RECENSIONI

“Nelle case c’è un ordine apparente e un disordine reale”.
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Questo é un romanzo che parla di una storia comunissima, trita e ritrita: una crisi coniugale.
Eppure Starnone la rende una storia non comune.
Aldo e Vanda passano una vita insieme, hanno due figli, Sandro e Anna, ormai grandi, e dal di fuori sembrano “ordinati”, sembrano una famiglia normale, un libro dalla copertina intonsa. Non é cosí.
Quel libro é pieno di strappi alle pagine, sottolineature pesanti e fiori recisi nel mezzo.
Chi ne ha colpa?
Ad un certo punto della sua esistenza Aldo di fronte al bivio dovere e piacere, fa la sua scelta, che, ad effetto domino, scatena una serie di reazioni emotive, e non solo, su tutti i componenti della famiglia.
Vanda é quella che appunta e conserva tutto, anche cose insignificanti e Aldo é quello che non ricorda nemmeno se ha insegnato a Sandro ad allacciarsi le scarpe.
Ogni personaggio é a suo modo urticante. Leggendo non ho tollerato certe posizioni di Vanda, certe richieste dei figli, e non ho sopportato Aldo.
Questa sensazione di antipatia peró mi ha confermato che Starnone é stato molto bravo a scandagliare il fondo del mare di un matrimonio alla deriva.
Cosa é “deriva” per un matrimonio?
Protagonista in realtà é una normalità (davvero?) torbida di cui ci si vergogna il piú delle volte.
Tante riflessioni importanti suscitano le pagine, ed é bello scorgere i diversi punti di vista e guardare allo specchio la verità, anche quella che tacciamo e nascondiamo.
Il matrimonio viene presentato come un paio di scarpe con i lacci, e sono quei lacci, se troppo stretti o se troppo lenti, ad indicare come sta camminando quel matrimonio e se e come affrontare gli inciampi.
Mi ha lasciato un amaro in bocca su cui rifletteró per diverso tempo.
Decisamente Consigliato!

[©Maria Elena Bianco]

 

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