“Il taccuino del diavolo” – Mario Gabriele Giordano

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5/5 (2)

AUTORE: Mario Gabriele Giordano
TITOLO: Il taccuino del diavolo
EDITORE: Il Terebinto Edizioni
GENERE: Romanzo Ambientazione storica

TRAMA

Liberamente ispirato a un memorabile Processo giudiziario svoltosi nel 1886, questo Taccuino del diavolo trasporta il lettore in un mondo rigorosamente fedele alla realtà del tempo perfino nei dettagli toponomastici, nelle abitudini e nel linguaggio tanto da dare la sensazione di camminare insieme con i personaggi e di osservare da vicino uomini e cose che in vario modo li riguardano.

Oltre che una travagliata e intensa storia d’amore, la narrazione offre acuti spunti di riflessione su fatti e situazioni che vanno dalle disuguaglianze economico-sociali e territoriali ai danni, anche drammatici, di quella che oggi si chiama ludopatia, dal conseguimento dell’Unità al dramma del brigantaggio, dall’eterno conflitto tra bene e male all’irrisolvibile problema di una vera giustizia.


RECENSIONI

“Il taccuino del Diavolo” di Mario Gabriele Giordano prende spunto da un processo realmente celebrato verso la fine del 1800. Tipiche di quel periodo sono quindi le ambientazioni, i costumi e le abitudini dei personaggi.
Ad un lettore attento, non sfuggirà una vaga analogia con il ben noto “Conte di Montecristo”, capolavoro della letteratura mondiale.

Anche qui, infatti, abbiamo una coppia di fidanzati prossimi al matrimonio intenti a pianificare la loro felicità quando i loro sogni d’amore vengono bruscamente interrotti da una vicenda giudiziaria che travolge il giovane Leonardo.
La sua amata non si perde d’animo e, sfidando le convenzioni sociali, l’opportunità e gli sguardi curiosi delle persone si schiera al fianco del suo promesso sposo, convinta della sua innocenza e confidando nella possibilità di una celere soluzione della questione.

Leonardo, infatti, si ritrova implicato in una vicenda molto grave pur essendone completamente estraneo.
Dopo mesi trascorsi tra incontri in carcere, udienze e sorrisi attraverso le sbarre arriva finalmente la sentenza: sarà fatta davvero giustizia?

La vicenda è interessante e il fatto che prenda spunto da un fatto realmente accaduto le conferisce una rilevanza ancora maggiore, tale da sollecitare la fantasia del lettore e indurlo a voler approfondire i personaggi, gli eventi e le circostanze che hanno caratterizzato la celebrazione del processo.
È proprio per questo, però, che il finale lascia un po’ di sorpresa, quasi arrivasse quando ancora non si era pronti, quando ancora si sarebbe rimasti a studiare il travolgimento interiore che scuote l’animo di due giovani amanti separati da una ingiustizia.
Gli spunti sono interessanti e sufficienti per dare vita ad un romanzo memorabile: l’amore, la giustizia, le convenzioni sociali, la storia del nostro Paese…peccato, allora, che sia finito troppo presto.

[©Antonella Venturi]

 

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