“Ci si può solo perdere” – Daria Giuffra

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4/5 (2)

AUTORE: Daria Giuffra
TITOLO: Ci si può solo perdere
EDITORE: Independently published
GENERE: Narrativa

TRAMA

Luca è incastrato in una routine che lo soffoca ogni giorno di più. Ha sempre mostrato un carattere docile e i suoi familiari non lo prendono sul serio quando inizia a dare i primi segnali di insofferenza. Il ragazzo decide di agire per non trovarsi prigioniero di una vita che non lo soddisfa, così compie un gesto estremo che può essere visto sia come una manifestazione di coraggio che di codardia. Una cosa è certa, il futuro di Luca viene rimesso in discussione. La musica rappresenta un elemento fondamentale nella narrazione, una compagna di viaggio che aiuta il protagonista ad affermare sé stesso. Firenze, Parigi e la penisola dello Yucatán fanno da scenario alla storia.


RECENSIONI

Luca ha una vita che molti definirebbero perfetta: vive nella bellissima Firenze, convive con Teresa, sua fidanzata storica, lavora nell’autosalone di famiglia.
Nonostante questa normalissima esistenza, Luca soffre d’insonnia. È come se uno strano tormento che si nasconde durante il giorno facesse poi capolino di notte, tenendolo svegli fino a tardi, permettendogli di addormentarsi solo all’alba. È vero anche che con Teresa le cose non vanno proprio bene, si sono amati eppure oggi è come se qualcosa si fosse rotto; convivono e a Luca sembra che non ci sia nient’altro oltre una convivenza.
E fondamentalmente Luca sa qual è il problema latente, che molto spesso nasconde sotto il tappeto della quotidianità, della stabilità: è proprio questo suo condurre la vita in modo ordinario, fare esattamente ciò che gli altri si aspettano che lui faccia; peggio, essere esattamente ciò che gli altri vogliono che sia.

Mentre gira nelle vie del centro, in un giorno qualsiasi, decide di fermarsi a prendere un caffè nel solito bar. Eppure questa volta in un gesto tanto meccanico ed ordinario, la vita decide di sorprenderlo. Luca incontra Michel, un ragazzo parigino in vacanza a Firenze. Michel è un treno in corsa, in viaggio per seguire sogni e desideri, senza nessun vincolo, impedimento. Questa continua voglia di avventura che Michel trasuda contagia inevitabilmente anche Luca che quando, dopo ore, ritorna a casa avverte ancor di più il peso di una vita incastrata nella routine. E sa che l’unico in grado di scardinarla è proprio lui. Riempie le valigie di poche cose necessarie e parte alla volta di Parigi, non ha avvisato Teresa, non l’ha detto ai suoi genitori. Ha semplicemente raccolto tutto il coraggio di cui aveva bisogno, ha spento il telefono e si è avviato verso una nuova esistenza. Peggiore o migliore, nessuno può ancora saperlo, ma certamente scandita esclusivamente dal suo volere.

Da lì in poi, Luca si ritroverà nel pieno di mille avventure che lo porteranno a scoprire nuovi paesi, persone e far rinascere la sua grande passione per la musica.

Una storia delicata e realistica; con semplicità e, paradossalmente, in modo abbastanza ordinario l’autrice racconta come sia possibile lasciarsi alle spalle ciò che non fa per noi, avendo solo il coraggio di ammetterlo, di prenderne consapevolezza e agire di conseguenza. Il cambiamento spaventa sempre tutti, eppure a volte il rimanere esattamente dove si è può far ancora più paura. Perciò bisogna riempire lo zaino di audacia e partire. Alla fine… ci si può solo perdere.

[©Martina Caruso]

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