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Quel che affidiamo al vento – Laura Imai Messina

Ph. @martimarte_

Ho iniziato questo libro con timore ma anche con riverenza.
Timore perché sapevo fosse basato su una storia vera e l’idea di ritrovare in questo libro del dolore mi costringeva ad allontanarlo.
Riverenza perché non si possono chiudere gli occhi e far finta che le cose non esistano, che i grandi disastri non avvengano e che non ci siano vite a pezzi. Ogni dolore ha bisogno di rispetto.

Siamo nel Giappone settentrionale, è l’11 Marzo 2011 e un terremoto lo colpisce con magnitudo 8,9-9,0 con conseguente tsunami. Sarà uno dei disastri più grandi a livello mondiale.
La regione di Tōhoku sarà, nello specifico, spazzata via.

Il libro inizia così

“Questa storia è ispirata a un luogo che esiste realmente, a nord-est del Giappone, nella Prefettura di Iwate.
Un giorno un uomo installò una cabina telefonica nel giardino della sua casa ai piedi di Kujira-yama, la Montagna della Balena, subito accanto alla città di Ōtsuchi, uno dei luoghi più colpiti dallo tsunami dell’11 marzo 2011.
All’interno è posato un vecchio telefono nero, non collegato, che trasporta le voci nel vento.
Migliaia di persone vi si recano in pellegrinaggio ogni anno.”

Yui, la protagonista, viene a conoscenza di questo luogo, anche lei ha perso due pezzi del suo cuore in quel maledetto terremoto e così decide di andare a visitarlo.
Il viaggio sarà una cura, la meta prestabilita un dono.

Le storie che incroceranno il suo cammino saranno diverse, ognuna con un proprio dolore e la condivisione forse sarà già una forma, seppur magra, di consolazione.

Sono tante le cose che vorrei dire di questo libro, così tante che il cuore vorrebbe esplodere e far uscire tutto quello che mi ha trasmesso.
Il problema è che tutto è personale, anche le sensazioni, soprattutto le più profonde e io posso solo cercare di descrivere le mie.

Inizialmente si ha l’impressione che questo libro metta un seme in fondo all’anima, scava in profondità dando una sensazione di dolore fisico.
Le pagine susseguono e un lavoro di speranza avviene dentro finché non si comincia ad avvertire uno sbocciare di fiori.

“Quel che affidiamo al vento” è una cura. Un libro che fa bene all’anima.
Apre i polmoni e dona il respiro.
È da assaporare, pagina per pagina.

Leggere questo libro è guardare un ciliegio fiorire.

[©Anysbook]

Frasi bellissime di questo libro

“Il tempo fa passare certe cose, ma per certe altre invece scava… e se non ci si dà una mossa, poi rimangono i segni.”

[Laura Imai Messina, Quel che affidiamo al vento]

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