“Elbrus” – Giuseppe Di Clemente, Marco Capocasa

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3/5 (2)

AUTORE: Giuseppe Di Clemente, Marco Capocasa
TITOLO: Elbrus
EDITORE: Armando Curcio Editore
GENERE: Fantasy

TRAMA

Anno Domini 2113. La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.


RECENSIONI

Elbrus è un racconto di fantascienza, scritto da Giuseppe Di Clemente e da Marco Capocasa, due autori molto preparati sull’argomento trattato.
Giuseppe Di Clemente è un appassionato di astronomia e fantascienza, il suo primo romanzo è Oltre il Domani, in cui la fantascienza da modo di interrogarsi sul futuro degli uomini.
Marco Capocasa è un antropologo molecolare, laureato in Scienze Biologiche e in Antropologia Culturale. Ha scritto articoli su riviste scientifiche internazionali e pubblicato due libri di divulgazione scientifica: Come il DNA ci aiuta a capire chi siamo e Intervista impossibile al DNA, Elbrus è il suo esordio nella narrativa del fantastico.

Elbrus non è solo il titolo del romanzo, ma anche il luogo dove tutta la vicenda si dipana, un luogo reale, il monte Elbrus, che si trova nel territorio Russo ai confini con la Georgia. Tutto il racconto ci porta in un viaggio tra la Russia e il Nord Europa.
Scorrendo le pagine ci addentriamo in un ipotetico futuro della Terra, sullo sfondo troviamo il tema del riscaldamento globale accompagnato dalla trama che invece tratta i temi dei progressi della genetica e della genomica umana.

Il racconto diventa un viaggio dove il tema fantasy, si intreccia con le moderne conoscenze e teorie scientifiche, temi ben conosciuti dai due scrittori, i quali ci spiegano attraverso il racconto, come tutti gli ostacoli che si incontrano siano imputabili non tanto alle tecnologie quanto all’uomo, al suo modo di essere e come un eventuale superamento di questi ostacoli porterebbe a confrontarsi con temi legati all’etica, come quelli della clonazione e delle modificazioni delle sequenze nucleotidiche.
A un certo punto della lettura viene da domandarsi quanto gli uomini siano disposti a mettere in discussione i temi etici, spinti dal soddisfacimento egoistico, la possibilità di sopravvivere e in nome della scienza. I protagonisti del romanzo come, il dott. Martin Meat e i suoi compagni, riusciranno e superare i problemi etici e morali in nome del raggiungimento di un fine più elevato. Il protagonista farà prevalere su tutto il suo voler sopravvivere e ottenere riconoscimento dalle sue scoperte scientifiche, ma per fare questo dovrà sacrificare vite umane.

Per fortuna non tutti avranno la stessa freddezza del dott. Martin Meat gli altri personaggi, tra cui lo scienziato David Dunn, verranno toccati dal rimorso, non riusciranno a sostenere il peso delle pressioni e del senso di colpa che prevarrà portando all’abbandono delle proprie ambizioni.

«Eccola l’arroganza dell’uomo che erode gli equilibri che la natura ha costruito in milioni di anni, a opinione di molti l’ennesimo sopruso, un abominio di leghe di metallo.»

Leggendo il romanzo e soffermandosi su alcune frasi il lettore non può fare a meno di fermarsi a riflettere su temi che lo toccano da vicino, temi che riguardano la morale, accanto a queste riflessioni si dipana la trama vera e propria fatta della descrizione di tre popoli i Reth, i Gummhh, i Driihh, un popolo che, oltre a dedicarsi all’innovazione tecnologica e alle esplorazioni spaziali si è dedicato anche alle attività intellettuali, e i Lypphh. Degne di nota sono le posizioni di potere che intercorrono tra uomini e donne, in particolare il potere delle donne come la generalessa terrestre, Novwak Juliana, o le direttrici di un laboratorio segreto.
Per quanto la trama e il tema possano apparire complicati e inizialmente il racconto risulti un po’ lento, in realtà le pagine portano ad un racconto affascinante che porta il lettore ad incuriosirsi, questo anche grazie alla scrittura di Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente che risulta chiara, scorrevole e immediata.

«L’ascensore corre silenziosamente e un sibilo fischia nella mente ovattata dal silenzio e dalla tensione. Le modalità di intervento sono già state concordate in un veloce briefing. Gli uomini escono con passo svelto sull’ampia terrazza, da lassù, uno dei punti più alti di Tallinn, si vede tutta la parte meridionale della città. Un vecchio ponte di metallo arrugginito, ormai in disuso, spezza il verde del paesaggio intorno all’isolato. Il cielo cupo e la pioggia incessante completano il quadro di questo primo pomeriggio nel distretto di Nõmme. L’uomo sul cornicione si muove con andamento incerto (…)»

[©Gaia Micheletti per Le frasi più belle dei Libri…]

 

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