“Il passato è un fuoco che brucia” – Riccardo Landini

Sette casi per il commissario Presti

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Libro in uscita il 04 marzo 2021

AUTORE: Riccardo Landini
TITOLO: Il passato è un fuoco che brucia
EDITORE: Oligo
GENERE: Narrativa gialla

TRAMA
Il commissario Lodovico Presti è uomo solitario e malinconico che vive nel ricordo di Giulia, la sua compagna scomparsa anni prima in un incidente stradale. Questo non gli impedisce di essere un brillante investigatore che si trova alle prese con casi di ogni specie: un collega accusato d’aver ucciso la propria famiglia, un serial killer che lo sfida apertamente, l’omicidio di una donna che andava pazza per l’enigmistica, persino una cantina misteriosamente spostata. I suoi sottoposti ne temono le sfuriate, i magistrati mal sopportano la sua indisciplina, Presti invece sogna le ferie al mare, nel suo capanno isolato dal resto del mondo.

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RECENSIONI

Il passato è un fuoco che brucia, è un piccolo libro di Riccardo Landini specializzato in gialli e noir, che raccoglie sette brevi casi per il commissario Presti.
Presti, il protagonista del libro, è un uomo chiuso, molto solitario, perennemente triste, ma dall’intelligenza acuta.
Nonostante il suo carattere scontroso è stimato dai colleghi e al lettore risulta simpatico, scorrendo le righe del libro l’autore permette di entrare nei pensieri del commissario che spesso pensa a voce alta, permettendo a chi legge di scoprire pagina dopo pagina il tormento che lo affligge.

«Hai detto qualcosa?» gli chiese Loriero. «Nulla. Ogni tanto parlo tra me e me, non ci far caso».

Presti vive nel ricordo di Giulia, la donna amata ormai morta, un ricordo che lo accompagna costantemente da 10 anni e che non gli permette di riprendere in mano la sua vita, per questo la sua vita ruota tutta intorno lavoro sognando però, di poter rifugiarsi al mare lontano dal mondo.

“Gli pareva ormai che la vita fosse divisa in due parti ben distinte: quando c’era Giulia e tutto aveva un senso, e dopo quando era rimasto senza di lei”

Filo conduttore dei racconti è lo spirito ironico del protagonista, un’ironia intelligente, acuta che utilizza per mettere in evidenza l’incapacità dei suoi superiori e l’ingenuità dei delinquenti che finiscono nei suoi interrogatori, a cui riserva toni secchi mettendo in mostra il suo carattere poco accomodante e l’insofferenza provocata dal passato.

“Gli pareva di osservarsi dal di fuori, un simulacro che agiva al posto suo che, con l’anima, giaceva invece sottoterra insieme a lei”

Una lettura scorrevole, con una scrittura limpida ed immediata, che permette al lettore di immaginare le scene quasi come se si trovasse nel luogo del delitto.
I sette casi allietano il lettore senza però creare particolare suspense o colpi di scena, ogni racconto inizia e finisce senza lasciare dubbi, i personaggi sono persone comuni che potremmo incontrare tutti i giorni, personaggi con moventi molto spesso scontati e poca furbizia nel compiere gli omicidi.
I primi casi sono più corti e con una trama un po’ scontata, ma in realtà proseguendo, i racconti aumentano di lunghezza e lo scrittore in maniera invisibile ci fa conoscere meglio il commissario, portandoci a voler scoprire come mai sia tanto malinconico, ci fa incuriosire rendendo ogni caso più interessante tanto che ad un certo punto ci si accorge di voler scoprire da soli l’assassino.
Grazie alle capacità di scrittura di Riccardo Landini, il libro risulta fruibile da tutti quelli che non amano romanzi gialli troppo impegnati e lunghi e perché no anche per i ragazzi che non amano la lettura ma che sono incuriositi dal genere giallo.

[©Gaia Micheletti per Le frasi più belle dei Libri…]

 

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