“Sale e Sangria” – Pietro De Viola

Romanzo di perdizione, gioventù e amore

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4.6/5 (15)

AUTORE: Pietro De Viola
TITOLO: Sale e Sangria
EDITORE: Oligo
GENERE: Narrativa Italiana

TRAMA

Michele è uno studente universitario di un piccolo comune montano siciliano. Quando nel 2005 gli viene assegnata la borsa Erasmus, il giovane parte per Barcellona con un compito all’apparenza semplicissimo: intervistare Celestino Flores, un ex stampatore anarchico, per compilare una breve tesi sugli anni del franchismo. Ma Celestino, in ogni incontro, troverà una scusa per parlare d’altro, raccontando storie che nulla hanno a che vedere con gli anni della sua personale lotta. Riuscirà Michele a passare il suo esame ed evitare il temuto servizio militare?

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Intanto si imbatterà in un bizzarro professore, imparerà a suonare la chitarra, parteciperà a delle feste-bolgia, busserà nudo a una porta, smetterà di alimentarsi, assisterà a uno storico concerto degli U2, sempre accompagnato dal suo provincialismo, osservando ogni avvenimento attraverso il filtro della disillusione. “Sale e sangria” è un romanzo sulla gioventù, e su quanto sia importante perdersi. Per ritrovarsi magari, senza nemmeno rendersene conto, innamorati.


RECENSIONI

Michele, giovane venticinquenne nato e cresciuto a Novara di Sicilia, nonché studente universitario, ha presentato domanda per l’Erasmus. Se dovesse riuscire a superare l’esame lì, una volta rientrato in Italia non partirà per il militare; le possibilità sono pochissime, ma tanto vale provare.

E invece in una fredda mattina di febbraio si trova seduto su un autobus affollato, in direzione Plaça Catalunya. Ha studiato il francese, l’inglese, ma l’hanno mandato a Barcellona. Con un dizionario di piccole dimensioni cerca di farsi strada in quello che gli sembra fin da subito un universo parallelo. Per lui, ragazzo di paese, quelle vie pullulanti di vita gli sembrano un sogno. O forse un incubo.
Dovrà condividere per sei lunghi mesi un misero appartamento insieme ad altri due ragazzi: Cesar e Jorge. E avrà, sempre in questi mesi, un solo obiettivo palesato: riuscire ad intervistare Celestino Flores, anarchico reduce dagli anni di dittatura franchista, al fine di redigere uno scritto che gli farà passare il tanto temuto esame. Altro obiettivo, di quello che ormai è diventato “Miguel”, sarà cominciare veramente a vivere. E Barcellona, con i suoi estrosi abitanti, è il posto ideale. Trasuda passione, sentimento, vita.

Passare da festa in festa, senza più alcuna differenza tra il giorno e la notte, tra il letto del suo appartamento e il divano di chicchessia diventa per Michele un abitudine. È in mezzo a questi festeggiamenti continui che incontra Viola, parigina arrivata a Barcellona anch’essa per l’Erasmus. Da una travolgente passione si ritroveranno, dopo solo tre settimane, a condividere l’appartamento di lei. In fondo l’Erasmus è una vita parallela a quella vera: nasci nel momento in cui sbarchi a Barcellona e smetti di vivere quando riparti per tornare. Sei mesi, in cui puoi osare di tutto, fare passi azzardati perché tutto si muove velocemente. E in sei mesi un solo amore risulta essere troppo poco per Michele, che si fa abbracciare da quella città e da ciò che sembra riservare solo a lui.
Il concerto dei tanto amati U2; donne dal fascino letale; amicizie che sembrano essere destinate a durare per la vita riempiranno i sei mesi spagnoli di Miguel, con Viola sullo sfondo.
E quando farà ritorno a Novara di Sicilia, del vecchio Michele sarà rimasto poco e niente.
Il lavoro in banca gli permetterà di costruire una nuova routine fatta di relazioni passeggere e un’indipendenza che lo farà sentire vivo. O morto. Perché nella sua testa continuerà a risuonare, come una litania, la frase scritta in una lettera da Celestino: “quando lascerai che sia il calendario a regolare la tua vita, allora sarai morto”. Ma come lasciare una stabilità economica, professionale e correre per il mondo, senza più calendari a dirci quando essere felici?

La risposta sarà in un telegramma, mandatogli sempre da Celestino: Viola è morta.
“Sale e sangria. Romanzo di perdizione, gioventù e amore” si legge sulla copertina. E mai parole furono più azzeccate. Ma c’è altro. La storia scritta da Pietro De Viola è ricca, stracolma di vita. Con un linguaggio colorito e allegro, il libro riesce a raccontare infiniti stralci di vite, fatte di disperazione, tristezza, amori e tradimenti, passioni travolgenti; il tutto avvolto dal sole di Spagna, una luce travolgente e abbagliante, tornata a risplendere dopo lunghi anni di buio e terrore.

[©Martina Caruso per Le frasi più belle dei Libri…]

 

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