“Due vite” – Emanuele Trevi

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5/5 (1)

AUTORE: Emanuele Trevi
TITOLO: Due vite
EDITORE: Neri Pozza
GENERE: Narrativa

TRAMA

«L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti e cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità». Così scrive Emanuele Trevi in un brano di questo libro che, all’apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia.

Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, cosi propensa alle illusioni.

Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l’aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l’ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore.

Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell’unicità di questo libro non stanno nell’impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l’amicizia. Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all’ultimo trasparente e felice, quel legame che accade quando «Eros, quell’ozioso infame, non ci mette lo zampino».

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RECENSIONI

Vincitore del LXXV Premio Strega 20/21 è sicuramente uno di quei romanzi che consiglierei a chiunque stia cercando una lettura diretta, senza fronzoli ma, al tempo stesso, profonda e carica di significato e intimità. Attraverso questo libro il lettore sembra lo spettatore diretto di un’intervista in cui l’autore racconta con una delicatezza d’animo un’amicizia autentica e profonda con due scrittori scomparsi prematuramente, uno a causa di un incidente stradale, l’altra a causa di una malattia degenerativa.

A mio avviso è uno di quei libri di difficile “catalogazione”: presenta, infatti, molte caratteristiche di una biografia mista all’autobiografia, significati profondi tipici dei saggi e la narrazione simile ai romanzi…insomma che dire un vero e proprio mix degno del premio vinto! La trama non è articolata ma richiede comunque una lettura attenta; numerose sono le frasi che vanno rilette più di una volta per apprezzarne appieno il vero significato e la giusta profondità.

Consigliato dopo una breve ricerca sui due autori presentati per comprenderne meglio il significato di quest’opera.
Voto personale 4 su 5

©Alessia Bombino @il_segna_libro__

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“Non siamo nati per diventare saggi, ma per resistere, scampare, rubare un po’ di piacere a un mondo che non é stato fatto per noi”.
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Ho iniziato a leggere questo romanzo quasi convinta di sapere a priori cosa andassi a leggere, avevo letto qua e la la trama e mi aspettavo anche di annoiarmi leggendo di una amicizia tra intellettuali.
Invece no, Trevi mi ha sorpreso, emozionato, conquistato, e le due vite sono diventate gioielli da custodire.
Questo é un romanzo sincero, scritto con il cuore, la penna dell’autore viene intenta nel suo sangue e le pagine che ne nascono arrivano lí, dritte sottopelle e ci rimangono.
Le Due vite sono di Rocco Carbone e Pia Pera.
Rocco, un intellettuale tormentato, un uomo e scrittore inquieto con i suoi romanzi difficili da classificare.

Pia, anima incantevole con una sensibilità spiccata, scrittrice e donna poliedrica, curiosa nel coltivare i suoi numerosi interessi, fiera sempre del suo anticonformismo politicamente.
Questa amicizia profonda, vera, viva ancora malgrado la dipartita di Carbone e Pera, pulsante al punto da diventare una amicizia del lettore è un regalo che Trevi fa al mondo della letteratura.

Tra ricordi e aneddoti ( di fatto questo romanzo é un memoriale, una sorte di diario) Trevi da al lettore occasioni di riflessioni mature che restano e che non si dimenticano facilmente.
Per me una scoperta che merita approfondimento.
Consigliatissimo…

©Maria Elena Bianco

 

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