“Con o senza di noi” un meraviglioso romanzo di Valentina Sagnibene

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“Credo che le storie abbiano un po’ questo potere magico di curare. E soprattutto in questo periodo è bello poter dare spazio a storie che sappiano raccontarci, in cui possiamo ritrovarci anche se non parlano di noi. E insieme possiamo quasi “guarire” da ciò che stiamo passando.“

Valentina Sagnibene, autrice del meraviglioso romanzo “Con o senza di noi”, fuori dal 16 marzo, si racconta e racconta la genesi del suo libro in un bellissimo incontro organizzato dalla DeA Planeta.

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“Il libro nasce da una domanda: dove va l’amore che proviamo verso una persona quando questa muore? Così ho pensato a dei personaggi che potessero rispondere a tale domanda, che potessero portare un determinato messaggio e poi li ho introdotti in una storia. Il primo personaggio che mi è vento in mente è stata Nuvola – la protagonista- e più precisamente ho pensato al suo nome. Nuvola proprio per dare l’idea di una ragazza che vive la sua vita, o meglio passa attraverso, proprio come una nuvola, sospinta da un soffio di vento.” Ma Nuvola non è affatto sola, almeno non come lei crede: “Tommaso arriva dopo ed è arrivato in pieno contrasto a Nuvola. Ho descritto una ragazza quasi trasparente e poi un ragazzo che viveva quasi troppo, una personalità troppo visibile che, paradosso, cercava un modo per nascondersi” Una nuvola dietro cui celarsi, per poter finalmente essere sé stesso, aggiungo io.

“In Nuvola c’è molto del mio senso di inadeguatezza, proprio di quegli anni da adolescente. Credo sia importante lasciare una sorta di testimonianza, perché quello dell’inadeguatezza è un comune sentire in quell’età già critica di per sé. Ed è fondamentale, a mio avviso, riuscire ad aprirsi con chi abbiamo vicino e che magari sta attraversando il nostro stesso “disagio”, riuscire a dire “non mi sento al posto giusto” o “sto vivendo una vita che non mi appartiene”. Riuscire a mostrarsi per ciò che si è. Nel romanzo, chi più chi meno, tutti indossano una maschera. La mia scelta di usare dei nomignoli con cui i ragazzi si identificano in quello che sarà poi un gruppo è proprio volta a sottolineare questa falsa apparenza che loro cercano di sostenere.”

L’unico personaggio invece che di maschere non ne ha bisogno è Nonna Giovanna, alleata fedele e spesso indisponente di Nuvola: “Nonna Giovanna è decisamente un personaggio non canonico. Dovrebbe appartenere ad una generazione e invece è tanto più lontana da questa quanto più è vicina a quella della nipote. Il suo personaggio non nasce precisamente da qualcuno di reale, seppure io abbia vissuto intensamente l’amore per i miei nonni; nasce come supporto per Nuvola, altro personaggio lontano dalla sua generazione almeno quanto la nonna”.

Giovanna, Nuvola. E tra loro Dalila. Figlia della prima e madre della seconda, personaggio altamente complesso. Perché Valentina ha avuto la capacità di sviluppare in modo eccezionale anche la vita dei coprotagonisti, al punto che le pagine vengono letteralmente divorate proprio per seguire ognuno di loro nelle fatiche che affrontano. E sono personaggi che meriterebbero una sorta di spin-off: “Dalila è un personaggio molto tosto, che viene toccato ma non abbastanza. Dico che è tosta e al tempo stesso aggiungo che in realtà è una donna fragile. Che, anche se in modo diverso, ha passato lo stesso dolore che ha attraversato Nuvola. E si pone in netto contrasto con sua madre, Giovanna.” Incalzata dalla nostra curiosità, Valentina non esclude del tutto un possibile prequel su Dalila.

E se invece dovesse scrivere un altro libro partendo da questo, quale personaggio farebbe evolvere? “Azzurra, detta Billie, sicuramente. Nasce per garantire una sorta di appoggio a Nuvola, all’interno del gruppo di ragazzi. E a dire il vero non l’avevo pensata esattamente come poi è venuta fuori. Potrebbe dirsi che si è evoluta da sola. Ha portato avanti un suo personale messaggio, quello della sessualità. Perché è tremendamente sbagliato vivere una vita in prestito solo per riuscire a star dentro a delle convenzioni sociali. Bisogna avere il coraggio di mostrarsi per ciò che si è.”
Una chiacchierata interessante quella con Valentina, eppure tutti noi, o comunque la maggior parte di noi che abbiamo avuto la fortuna di leggere il suo libro, avevamo una sola domanda che ci premeva di porgerle: perché quel finale? “La morte di un personaggio non è mai facile da scrivere, perché inevitabilmente ci si
affeziona. Ma la storia è nata proprio con quel nodo cruciale ed era essenziale affinché il processo di trasformazione di Nuvola potesse compiersi. Doveva esserci qualcosa che la spingesse a vivere davvero, che la spingesse a stare nella sua generazione e che le facesse capire di non essere sola. Nuvola aveva necessità di cadere nell’abisso per trovare la forza di vivere, finalmente.”

Sarà stata utile a Nuvola, ma al personaggio stesso? C’è qualcosa che la morte ha potuto insegnargli/le? “Con o senza di noi è il titolo del libro ed è vero. Il mondo va avanti, con o senza di noi. Il punto è proprio come decidiamo di vivere prima che l’irreparabile accada. Lui o lei (mi mantengo nel vago per evitare spoiler) arriva ad un passo dalla morte proprio con la consapevolezza di dover togliere la machera. Di doversi mostrare per ciò che è. O meglio, di poterlo fare quando si ha qualcuno vicino in grado di comprendere. È un finale agrodolce, certo, ma necessario.”

Motivi per leggere questo libro ce ne sarebbero tantissimi, primo fra tutti la scrittura decisa, matura e terribilmente tenera di Valentina Sagnibene che vi prenderà fin dal primo rigo. Tutto ciò che posso consigliarvi, oltre alla lettura ovviamente, è di riporre vicino a voi dei fazzolettini. Perché le lacrime saranno tante e assicurate.

[Articolo a cura di ©Martina Caruso per Le frasi più belle dei Libri…]

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