“Il pane perduto” – Edith Bruck

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FRASI

“Mi dai un premio anche tu, mamma? Un bacio.
Le chiese quel dono, raro, se non nei momenti di lutto, di partenze e arrivi.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“Ma dietro il silenzio del padre e l’amore improvviso della madre, Ditke avvertiva qualcosa di grave. Fin da piccolissima rigettava le cose che potevano farle troppo male, non voleva né sentirle, né vederle, lasciava che la giudicassero superficiale e impreparata alle avversità piccole o grandi della vita.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

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“Mamma, cosa succede, perché non ci vogliono? Anche noi siamo ungheresi, no?
Per loro no, siamo solo ebrei. Siamo ebrei. La nostra patria promessa é la Palestina…assumeva un tono da favola.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“Non cadeva come al solito neppure la neve Immacolata a vestire di bianco gli alberi, i tetti e le stradine fangose. Come se neanche il cielo sapesse che fare, piangere con la pioggia o illuminare la vista in i suoi allegri danzanti fiocchi. Tutto era grigio tendente allo scuro, i giorni e le notti si assomigliavano.
Neanche il cielo vuole festeggiare niente, mormorava.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“Vedi, mamma, vedi: dopo il male viene il bene, dopo la pioggia viene il sole, dopo il buio viene la luce, dopo…
Stai recitando una delle tue poesie?
No mamma, l’ha scritta la vita, non io…”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“Le famiglie cercavano di restare insieme e appena dentro lo scompartimento brillavano tutte sulle lunghe panche di legno con una stanchezza millenaria. Nel silenzio religioso si udiva solo il rumore ritmico del treno che sembrava andare verso l’infinito.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“Per la prima volta il mio tredicesimo compleanno è stato festeggiato con una torta, ma la mamma ancora sospirata per il pane perduto.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“Mamma e papà sono invecchiati di colpo a quarantotto anni. E noi figli di colpo eravamo genitori dei nostri genitori.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“La fame, i pidocchi, la paura di essere selezionate, le malattie, i suicidi contro il filo spinato ed elettrificato ci occupavano la mente di giorno e di notte. Giorni e notti che sembravano mesi, anni.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“La parola patria non l’ho mai pronunciata: in nome della patria i popoli commettono ogni nefandezza. Io abolirei la parola “patria”, come tante altre parole: “mio”, “zitto”, “obbedisci”, “la legge é uguale per tutti”, “nazionalismo”, “razzismo”, “guerra” e quasi anche la parola “amore”, privata della sua sostanza.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

“Ci vorrebbero parole nuove, anche per raccontare Auschwitz, una lingua nuova, un lingua che ferisce meno del mia, natia. La lingua di chi canta con la voce e le corde che piangono la ignoravo del tutto.”

[Edith Bruck, Il pane perduto]

 

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