“Americanah” – Chimamanda Ngozi Adichie

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FRASI

“Lei sapeva, ovviamente, che lui l’amava, ma si chiedeva se sapesse anche che ne era consumato, che ogni giorno era avvelenato da lei, influenzato da lei, che lei esercitava un potere persino sul suo sonno.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Non le era mai successo prima di essere ascoltata, di essere capita davvero. E così lui diventò per lei ancora più prezioso.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

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“Rammentava chiaramente la fermezza del suo abbraccio, eppure c’era anche una sensazione nuova nella loro unione: i corpi ricordavano e non ricordavano. Aveva sempre pensato che l’espressione “fare l’amore” fosse un po’ stucchevole. […] Ma standogli distesa accanto, dopo, sorridendo, a volte ridendo, il corpo soffuso di pace, pensò a quanto fosse appropriata l’espressione “fare l’amore.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Aveva l’intricata, urgente, irrequietezza di chi credeva che il fato gli avesse per sbaglio assegnato un posto al di sotto del suo vero destino.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Questo era amore: l’attesa smaniosa del domani.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Aveva scoperto che il dolore non si attenuava col tempo; era uno stato d’animo mutevole.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Nel grigiore dell’oscurità della sera, l’aria carica di odori, provò un’emozione quasi insopportabile a cui non seppe dare un nome. Provò nostalgia e malinconia, una tristezza bella per le cose che erano mancate e per le cose che non avrebbe mai conosciuto.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Lo guardava, gli occhi lucidi di cose non dette e lo fece sentire di nuovo completo, gli fece ricordare quanto sete aveva di cose semplici e pure.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Lei appoggiò la testa alla sua e provò per la prima volta quello che avrebbe spesso provato con lui: l’amore di sé. Attraverso lui apprezzava se stessa. Con lui si sentiva a proprio agio; si sentiva la pelle della taglia giusta.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Si dicevano spesso “a presto” e quell’avverbio dava ai loro progetti la consistenza della realtà.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Sai come mi sono sentito per tanto tempo? Come se aspettassi il momento di essere felice.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Lenta e pesante, si avviò al treno, la mente soffocata di fango, e, seduta al finestrino, si mise a piangere. Si sentiva come una pallina abbandonata e alla deriva. Il mondo era un luogo grande grande e lei era minuscola, insignificante, e rimbalzava invano.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Aveva il cemento dell’anima. Era lì già da un po’ di tempo, un malessere mattutino fatto di stanchezza, malinconia e senso di non appartenenza. E si portava dietro amorfi struggimenti, informi desideri, brevi barlumi immaginari di altre vite che avrebbero potuto vivere, tutte cose che mese dopo mese erano confluite in una lancinante nostalgia.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“La Nigeria diventò il luogo in cui lei avrebbe dovuto essere, l’unico posto dove avrebbe potuto affondare le radici senza il bisogno costante di tirarle fuori e scrollare via la terra.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Negli ultimi mesi aveva cominciato a sentirsi sazio di quanto aveva acquisito – famiglia, case, conti in banca – e ogni tanto era colto dalla tentazione di prendere uno spillo e bucare tutto, sgonfiare tutto, per essere libero. Non sapeva più, in realtà non avevo mai saputo, se la sua vita gli piacesse sul serio o se gli piacesse perché era così che doveva essere.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Nell’orgoglio dei suoi occhi lui vedeva la versione più splendente e migliore di sé.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Le era sempre piaciuta questa immagine “impegnativa” di sé, diversa dalle altre, e a volte pensava che fosse come una corazza che la proteggesse.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“La terrorizzava non sentirsi in grado di visualizzare il proprio domani. […] Essere là, vivere all’estero senza sapere quando sarebbe tornata a casa, era come guardare l’amore che diventava ansia.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Lei era scoppiata a ridere piegando indietro la testa. La sua risata era così vibrante, le spalle che sobbalzavano, il petto che si sollevava: era il modo di ridere di una donna che quando rideva, rideva davvero.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Era sconcertata da quanto l’amore romantico fosse capace di trasformarsi, con che rapidità la persona amata potesse diventare un estraneo.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Avrebbero dovuto iniziare una conversazione su quello che stavano facendo di preciso, ma tra loro c’era una storia e, era come se fossero connessi da un filo spesso, e non doveva per forza significare che stavano facendo qualcosa, o che fosse necessario parlarne.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Ed ebbe all’improvviso la sensazione di trovarsi immersa nella nebbia, invischiata in una ragnatela lattiginosa. Era iniziato un autunno di semicecità , l’autunno dello sconcerto, di esperienze fatte sapendo che c’erano scivolosi strati di significato che le sfuggivano.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

“Era il tipo di donna capace di sradicare un uomo dalla propria vita, una che, proprio perché non si aspettava né chiedeva certezze, rendeva possibile un certo tipo di sicurezza.”

[Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah]

 

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